Una nave mercantile è stata colpita da un “proiettile non identificato” mentre attraversava lo Stretto di Hormuz, epicentro dello scontro tra Stati Uniti e Iran e passaggio strategico per le esportazioni energetiche mondiali. L’incidente è avvenuto circa 20 miglia nautiche, 37 chilometri, a nord-est della città omanita di Khasab.
L’United Kingdom Maritime Trade Operations, l’organismo britannico che monitora la sicurezza della navigazione, ha riferito che l’imbarcazione ha riportato danni, senza segnalare vittime. Non sono stati resi noti il nome della nave, la bandiera, il carico né la provenienza del proiettile.
L’attacco riaccende i timori per il traffico commerciale nello Stretto, ancora fortemente ridotto dopo mesi di guerra, minacce iraniane alla navigazione e blocco statunitense dei porti della Repubblica islamica. Sui mercati asiatici il petrolio è tornato a salire: i future sul Wti hanno raggiunto quota 81 dollari al barile, mentre il Brent si è portato attorno agli 85 dollari, recuperando parte delle perdite registrate nella seduta precedente.
Trump: “È la vostra ultima possibilità”
Alla tensione militare si aggiunge lo scontro sulle trattative. Donald Trump ha sostenuto che i colloqui con l’Iran siano già in corso e ha rivolto un nuovo ultimatum ai dirigenti di Teheran: “Questa è la vostra ultima possibilità per ottenere un buon accordo”.
Il presidente americano ha affermato che sarebbe stato lo stesso Iran a chiedere la riapertura del negoziato, con il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar. “Mi hanno chiamato e mi hanno detto: per favore, non attaccateci, faremo un accordo”, ha dichiarato Trump, aggiungendo di voler concedere a Teheran “ogni ultima possibilità prima della decapitazione”.
Secondo il capo della Casa Bianca, l’obiettivo prioritario non sarebbe soltanto riaprire Hormuz, ma ottenere la denuclearizzazione iraniana. Trump ha inoltre rivendicato il controllo militare americano sullo Stretto: “Abbiamo un blocco navale, un muro d’acciaio. Se qualcuno deve far pagare un pedaggio, siamo noi”.
Teheran: “Nessun incontro con gli Usa”
Il ministero degli Esteri iraniano ha però smentito che siano previsti colloqui con Washington: non sarebbero state fissate riunioni e nessun negoziatore iraniano sarebbe partito per incontrare rappresentanti statunitensi. Teheran ha confermato esclusivamente contatti con l’Oman sulla sicurezza della navigazione e sulla possibile apertura di un corridoio temporaneo nello Stretto.
Il presidente Massoud Pezeshkian ha intanto assicurato che l’Iran non intende allargare il conflitto. “Quello che facciamo è difendere i nostri confini. Non vogliamo che la guerra continui”, ha dichiarato, ribadendo tuttavia che il Paese reagirà a qualsiasi nuova offensiva. Il confronto resta così sospeso tra minacce militari, contatti indiretti e versioni opposte sull’esistenza stessa di un negoziato.





