Il deputato Tom Suozzi, democratico di New York e co‑presidente del Problem Solvers Caucus, ha invitato il suo partito a contrastare l’influenza crescente dei Democratic Socialists of America (DSA), che negli ultimi anni hanno conquistato seggi e visibilità nelle primarie. “Non condivido nessuna di queste idee e credo che ci sia ben poco sostegno per esse”, ha dichiarato a Fox News Digital, paragonando il DSA al Freedom Caucus repubblicano, l’ala più conservatrice della Camera. Suozzi ha criticato l’uso del termine “democratico” nel nome del movimento: “Noi siamo il Partito Democratico, non loro. Dobbiamo combattere questa confusione e dire chiaramente che non ci rappresentano.”
Il suo appello arriva dopo le recenti vittorie di candidati socialisti a New York e Colorado, che hanno sconfitto persino deputati progressisti uscenti. “Cerco di non preoccuparmi, ma di agire”, ha detto Suozzi. “Molti minimizzano, dicendo che si tratta di una piccola percentuale. Io credo che sia un errore: bisogna affrontare la questione di petto.” Il deputato, moderato e pragmatico, rappresenta un distretto cruciale nei sobborghi di Long Island, vinto da Donald Trump nel 2024. La sua rielezione a novembre sarà decisiva per le speranze democratiche di riconquistare la Camera. Suozzi ha anche invitato il partito a non concentrare la campagna su Trump come persona, ma sulle politiche economiche. Secondo lui, il voto dovrebbe essere “un referendum sull’operato dell’amministrazione”, non sulla figura di Trump. Nel frattempo, i repubblicani cercano di capitalizzare sulla guerra civile democratica, sostenendo che una maggioranza progressista favorirebbe l’ala socialista. A New York, il sindaco Zohran Mamdani, autoproclamatosi socialista democratico, è diventato un bersaglio politico. “È intelligente e carismatico,” ha ammesso Suozzi, “ma non condivido le sue posizioni.”





