Hamas ha accettato un accordo per il disarmo del movimento e degli altri gruppi armati presenti nella Striscia di Gaza, passaggio centrale della seconda fase della tregua con Israele. Due funzionari dell’organizzazione palestinese hanno confermato l’intesa, annunciata poco prima dal presidente americano Donald Trump, ma restano ancora da chiarire le modalità e soprattutto l’ordine con cui dovranno essere applicati il disarmo e il ritiro israeliano.
“Oggi il Board of Peace ha raggiunto un accordo storico per il disarmo completo di Hamas e di tutti gli altri gruppi armati a Gaza”, ha scritto Trump su Truth, parlando di “un passo monumentale verso una pace e una sicurezza durature”. Secondo il presidente, l’intesa rappresenta una tappa fondamentale nell’attuazione del Piano americano in 20 punti e dovrebbe consentire il progressivo ritiro delle forze israeliane dalla Striscia e il trasferimento dell’amministrazione a un nuovo organismo palestinese.
Armi consegnate
Il Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza, il Ncag, sarà incaricato di catalogare e custodire le armi secondo il calendario concordato. L’organismo dovrebbe diventare l’unica autorità autorizzata a detenere e controllare armamenti nella Striscia, mentre una forza internazionale di stabilizzazione e una nuova polizia palestinese dovrebbero assumere progressivamente le funzioni di sicurezza.
L’accordo comprende anche lo smantellamento delle infrastrutture militari e della rete di tunnel di Hamas. Ai combattenti che consegneranno le armi e aderiranno al piano sarebbe offerta un’amnistia. L’emittente egiziana Al-Ghad riferisce che la firma ufficiale della seconda fase della tregua potrebbe avvenire a metà della prossima settimana al Cairo.
I tempi del ritiro
La fase operativa resta però complessa. Un alto funzionario americano ha spiegato che il ritiro israeliano avverrà secondo una tempistica ancora da stabilire e che Israele non lascerà Gaza finché riterrà presente una minaccia di Hamas. Washington punta a definire i dettagli nelle prossime settimane e ad avviare il processo entro uno o due mesi.
Hamas sostiene invece che il disarmo dovrà essere preceduto dalla cessazione delle operazioni israeliane, dal ritiro delle truppe e dall’aumento degli aiuti umanitari. Israele non ha ancora confermato formalmente l’ultima versione dell’intesa e continua a chiedere la completa smilitarizzazione della Striscia prima di ritirarsi. Il diverso ordine indicato dalle parti rimane quindi il principale ostacolo all’attuazione dell’accordo.
Israele distrugge i tunnel di Hezbollah
La tensione resta alta anche sul fronte libanese. Israele ha annunciato di aver distrutto una vasta rete sotterranea di Hezbollah sotto l’area di Beaufort, nel sud del Libano, utilizzando circa 700 tonnellate di esplosivo.
Il premier Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno definito i tunnel “un elemento centrale” del piano di Hezbollah per un’invasione della Galilea. Secondo Israele, l’operazione è stata condotta dopo una violazione della tregua attribuita al movimento sciita, accusato di aver attaccato con un drone esplosivo un mezzo israeliano.






se fosse vero sarebbe un gran passo avanti per la pace nella regione però vorrei sentire anche la Palestina che rinuncia ufficialmente al terrorismo.