Flavio Bolsonaro ha dato ufficialmente il via alla sua campagna presidenziale in Brasile, presentandosi come il candidato della destra e vantando il sostegno di figure internazionali come il presidente argentino Javier Milei e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Il senatore, figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro, ha lanciato la candidatura sabato scorso, promettendo una battaglia politica “tra il bene e il male”. Il padre di Flavio, condannato a 27 anni di carcere per tentato colpo di stato dopo la sconfitta elettorale del 2022, è apparso solo tramite un video generato con intelligenza artificiale, scelta che ha alimentato ulteriori critiche.
I sondaggi più recenti mostrano Flavio in svantaggio rispetto al presidente uscente Luiz Inácio Lula da Silva, mentre la sua campagna fatica a recuperare terreno dopo scandali e battute d’arresto. Milei, volato in Brasile la sera precedente, ha pronunciato un discorso infuocato contro Lula, definendo Bolsonaro l’uomo capace di “salvare il Brasile dal socialismo”. Netanyahu ha inviato un videomessaggio di sostegno, elogiando l’amicizia tra Brasile e Israele. Il Partito dei Lavoratori terrà la propria convention il 2 agosto, confermando la candidatura alla rielezione di Lula, che a 80 anni punta a un nuovo mandato.
Nel frattempo, Bolsonaro e i suoi alleati sono stati criticati per aver cercato di sfruttare i loro legami con l’amministrazione Trump, invitando gli Stati Uniti a intervenire in questioni interne brasiliane. Come già accaduto con suo padre, Flavio ha ripetuto false affermazioni sull’affidabilità del sistema elettorale, alimentando timori che possa mettere in discussione la legittimità del voto in caso di sconfitta.





