La polizia brasiliana ha annunciato che riaprirà decine di casi irrisolti dopo l’arresto di Jorlan Lopes da Silva, 33 anni, sospettato di essere uno dei più prolifici assassini seriali degli ultimi anni. Da Silva è stato catturato domenica scorsa, al termine di una caccia all’uomo durata due giorni, mentre tentava di fuggire travestito da donna e con un bambino in braccio.
Indossava un vestito nero a righe bianche, una parrucca e aveva le unghie dipinte. Il bambino, hanno precisato gli agenti, non aveva alcun legame con lui. Secondo la polizia dello stato di Paraíba, da Silva avrebbe ucciso almeno 16 persone nella regione di Mulungu, 2.500 chilometri a nord di Rio de Janeiro. Dopo l’arresto, avrebbe confessato altri undici omicidi, portando il totale potenziale a 27 vittime.
Le autorità hanno fermato anche due complici, ritenuti membri della stessa organizzazione criminale. Da Silva avrebbe dichiarato di aver commesso il suo primo omicidio a soli 13 anni. La portavoce della polizia, Gerlane Pereira, ha confermato che gli investigatori stanno riesaminando una lunga serie di casi sospetti, molti dei quali archiviati per mancanza di prove. La regione di Mulungu, caratterizzata da aree rurali isolate e scarsa presenza dello Stato, è da anni teatro di violenze legate a bande criminali che operano con estrema brutalità. Secondo gli inquirenti, da Silva sarebbe stato parte di un gruppo responsabile di decine di omicidi, spesso con modalità simili: vittime abbandonate in zone boschive, assenza di testimoni, e un pattern di violenza che ora appare più chiaro.
La cattura del sospettato ha scosso profondamente la comunità locale. Molti residenti hanno raccontato di aver vissuto per anni in un clima di paura, con sparizioni improvvise e omicidi mai risolti. L’arresto, avvenuto in circostanze quasi surreali, ha riportato alla luce la fragilità delle strutture di sicurezza nelle regioni più remote del Brasile, dove la criminalità organizzata spesso agisce indisturbata. Le autorità federali hanno offerto supporto alle indagini e non escludono che il numero delle vittime possa aumentare ulteriormente. La polizia sta ora cercando di ricostruire gli spostamenti di da Silva negli ultimi vent’anni, nel tentativo di collegare altri casi irrisolti alla sua presunta attività criminale.





