La Corte Suprema brasiliana ha cancellato per la seconda volta consecutiva una giornata di deliberazioni, un fatto rarissimo, mentre sospetti di corruzione, interferenze della polizia e rivalità politiche travolgono alcuni dei suoi membri. Giovedì, il presidente del tribunale Luiz Edson Fachin ha rinviato tutto a martedì, nel tentativo di ricomporre una crisi che rischia di minare la credibilità dell’istituzione più alta del Paese.
La frattura interna
La frattura è esplosa il 1° settembre, quando il giudice Andre Mendonça, nominato da Jair Bolsonaro, ha desecretato documenti della polizia federale che sembrano mostrare il banchiere Daniel Vorcaro — al centro dello scandalo Banco Master — chiedere consigli al giudice Alexandre de Moraes. De Moraes, figura centrale negli ultimi anni, ha presieduto il processo contro Bolsonaro per presunto complotto golpista dopo la sconfitta del 2022 e ha ordinato la sospensione di piattaforme come X e Rumble per violazione di ordini giudiziari, diventando bersaglio della destra brasiliana.
La pubblicazione dei messaggi ha scatenato una guerra interna: de Moraes accusa Mendonça di aver abusato del proprio ruolo per fini politici e chiede un’indagine su un presunto interrogatorio a Vorcaro condotto senza procuratori o agenti presenti. Martedì, 10 giudici discuteranno se il collega de Moraes debba essere formalmente investigato.
Lo scandalo Banco Master
Il caso è l’ultimo capitolo del collasso del Banco Master, il cui ex capo Vorcaro è stato arrestato nel 2025 con l’accusa di aver frodato investitori per miliardi di dollari. Il fallimento della banca ha lasciato oltre 7 miliardi di debiti, coinvolgendo politici di vari schieramenti e alimentando tensioni a poche settimane dalle elezioni generali di ottobre.
La crisi tocca direttamente la corsa presidenziale: il presidente uscente Luiz Inácio Lula da Silva e il senatore Flavio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente, chiedono entrambi indagini sui giudici. La famiglia Bolsonaro è già implicata nello scandalo: a maggio, Intercept Brasil ha rivelato che Flavio avrebbe chiesto a Vorcaro fondi per finanziare un film sul padre, “Dark Horse”, mentre l’ex presidente sconta una pena di 27 anni. Flavio nega irregolarità, sostenendo di aver cercato solo sponsor privati.





