La questione carceraria torna al centro del dibattito politico nel Regno Unito. In vista della conferenza annuale del Partito Conservatore, la leader Kemi Badenoch ha annunciato un piano ambizioso: costruire 50 mila nuovi posti nelle carceri di Inghilterra e Galles per mettere fine alle scarcerazioni anticipate introdotte negli ultimi mesi.
La proposta nasce da una situazione di forte pressione sul sistema penitenziario. Le strutture detentive britanniche sono oggi occupate per circa il 98% della loro capacità e il governo laburista ha adottato misure straordinarie per evitare il collasso. Tra queste vi è la possibilità, per alcuni detenuti, di ottenere la libertà vigilata dopo aver scontato un terzo della pena. Centinaia di persone sono già state rilasciate e migliaia potrebbero seguire entro la prossima estate.
Secondo i Conservatori, questa strategia rappresenta una pericolosa toppa a un problema strutturale. Badenoch sostiene che “un criminale violento non diventi meno pericoloso soltanto perché lo Stato ha esaurito le celle disponibili”. L’obiettivo del partito è quindi aumentare drasticamente la capacità carceraria, invertire le recenti misure di alleggerimento e ripristinare pene detentive più lunghe per i reati più gravi e per i recidivi.
Il progetto avrebbe un costo stimato di circa 2 miliardi di sterline l’anno, finanziati attraverso tagli ad altri capitoli di spesa pubblica, compresi gli aiuti internazionali e parte del bilancio destinato alla cultura. I Conservatori promettono inoltre una corsia preferenziale per autorizzazioni e appalti, con il coinvolgimento di capitali privati per accelerare la costruzione delle nuove strutture.
Le opposizioni contestano però la credibilità del piano. Il Partito Laburista ricorda che nei quattordici anni precedenti di governo conservatore furono creati solo poche centinaia di posti aggiuntivi, mentre numerose carceri vennero chiuse. Anche i Liberal Democratici parlano di cifre irrealistiche e di coperture finanziarie poco convincenti.





