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Rubio rilancia il dialogo con Mosca, ma l’Europa resta divisa sull’ingresso di Kiev nell’Ue

mercoledì, 22 Luglio 2026
2 minuti di lettura

Gli Stati Uniti rilanciano la disponibilità a sostenere un percorso negoziale per mettere fine alla guerra in Ucraina, mentre in Europa il dibattito sul futuro di Kiev nell’Unione continua a dividere governi e opinione pubblica. Le due questioni, quella diplomatica e quella dell’integrazione europea, tornano così a intrecciarsi in una fase nella quale il conflitto resta senza una prospettiva di soluzione a breve termine. Da Manila, dove partecipa al vertice dell’Asean, il Segretario di Stato americano Marco Rubio conferma la volontà di Washington di mantenere aperti i canali di dialogo con Mosca: “Gli Stati Uniti restano disponibili e pronti a svolgere un ruolo costruttivo per arrivare alla fine della guerra”, afferma parlando con i giornalisti a margine dei lavori. Rubio annuncia inoltre un incontro con il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, previsto per domani, nel quale il conflitto ucraino rappresenterà uno dei temi principali del confronto.

Il capo della diplomazia statunitense riconosce che la guerra continua a ostacolare i rapporti tra Washington e Mosca, ma osserva come tra i due Paesi esistano ancora ambiti nei quali una collaborazione resta possibile. Un messaggio che lascia intendere la volontà americana di non interrompere il dialogo diplomatico nonostante le profonde divergenze sul conflitto.

Il confronto europeo

Parallelamente, in Europa prosegue il confronto sull’adesione dell’Ucraina all’Unione europea. Secondo l’ultima rilevazione EuroScope di Polling Europe, realizzata tra il 3 e il 10 luglio su un campione rappresentativo di 5.048 cittadini europei, il 49% degli intervistati sostiene l’ingresso di Kiev nell’Ue, mentre il 39% si dichiara contrario oppure ritiene che i tempi non siano ancora maturi. Il restante 12% non esprime una posizione.

Il consenso, però, appare legato soprattutto al rispetto del percorso previsto per tutti i Paesi candidati. Solo il 19% degli europei auspica un ingresso il prima possibile, mentre il 30% ritiene che l’Ucraina debba completare tutte le riforme richieste prima di diventare Stato membro. Un ulteriore 18% preferirebbe una soluzione intermedia, con uno status di membro associato, dotato di garanzie di sicurezza ma privo del diritto di voto, rinviando l’adesione piena a una fase successiva. Il 21% resta invece contrario all’ingresso.

Differenze

L’indagine evidenzia differenze significative tra i singoli Paesi. La Spagna registra il livello di consenso più elevato, con il 65% dei favorevoli, seguita dall’Italia, dove il sostegno raggiunge il 52%. Più contenuto l’appoggio in Francia e Germania, entrambe al 41%, mentre in Polonia i favorevoli si fermano al 42%. Proprio in Germania, Polonia e nell’Europa centro-orientale prevale invece l’orientamento più prudente. In Germania il 47% degli intervistati considera prematura l’adesione o si dichiara contrario, quota che sale al 49% in Polonia e al 46% nell’Europa centro-orientale, superando così la percentuale dei favorevoli.

Il quadro che emerge conferma come il sostegno politico all’Ucraina resti ampio, ma non uniforme. Mentre Washington prova a riaprire il dialogo con Mosca nel tentativo di favorire una soluzione del conflitto, all’interno dell’Unione europea continua il confronto sui tempi e sulle condizioni dell’eventuale ingresso di Kiev nel blocco comunitario, tema destinato a restare al centro dell’agenda europea nei prossimi mesi.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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