Mosca ha ordinato l’espulsione dell’attaché militare dell’ambasciata italiana e di un suo collaboratore, concedendo ai due funzionari e alle loro famiglie tre giorni per lasciare il Paese. Il provvedimento è stato adottato “su base di reciprocità” dopo l’allontanamento, deciso da Roma il 9 luglio, di due funzionari russi accusati di attività di spionaggio.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha definito la misura russa una “plateale ritorsione” priva di motivazioni, ricordando che i due addetti di Mosca erano stati “colti in flagranza mentre svolgevano attività di spionaggio ai danni della nostra sicurezza nazionale”. Immediata la replica della portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, che ha accusato Tajani di mentire: l’espulsione, ha affermato, rappresenta una risposta diretta alle iniziative italiane.
Secondo le indagini, uno dei funzionari russi avrebbe cercato di ottenere, in cambio di denaro, informazioni sul sistema di difesa franco-italiano Samp/T e sui missili Aster destinati all’Ucraina. Tra gli obiettivi dell’attività informativa figurerebbero anche la missione Nato in Bulgaria e l’azienda Avio, impegnata nella produzione di motori per droni e missili. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha descritto il caso come la “punta dell’iceberg” della guerra ibrida condotta da Mosca.
Droni russi e petroliera colpita
Sul terreno, nella notte la Russia ha lanciato 58 droni contro l’Ucraina. Secondo l’Aeronautica militare di Kiev, 46 velivoli sono stati abbattuti o neutralizzati, mentre otto droni hanno colpito sette località. Mosca ha invece riferito di avere sventato un attentato contro un’importante azienda industriale negli Urali: un cittadino russo di 60 anni, accusato dall’Fsb di agire per conto dei servizi ucraini, è stato ucciso durante uno scontro a fuoco.
Nel Mar Nero una petroliera battente bandiera liberiana, carica con oltre 3.790 tonnellate di gas di petrolio liquefatto, è stata colpita e ha preso fuoco a circa 30 chilometri dalle coste romene. Il presidente della Romania Nicusor Dan ha dichiarato che l’incidente, avvenuto fuori dalle acque territoriali del Paese, sarebbe “molto probabilmente” collegato alla guerra russa contro l’Ucraina.
Tre cittadini cinesi sono rimasti inoltre feriti durante l’attacco con droni lanciato da Kiev contro Mosca tra domenica e lunedì. L’ambasciata cinese ha chiesto alle autorità russe maggiori garanzie per la sicurezza dei propri connazionali.
Mosca chiude a truppe straniere
Sul fronte diplomatico, il Cremlino ha ribadito che l’eventuale dispiegamento di contingenti militari stranieri in Ucraina sarebbe “assolutamente inaccettabile”. Il portavoce Dmitry Peskov ha inoltre escluso contatti tra Vladimir Putin e il nuovo primo ministro britannico Andy Burnham, accusato di voler proseguire il sostegno “incondizionato” a Kiev.
La tensione con Londra è aumentata dopo un’esercitazione a fuoco condotta da una fregata russa nel Canale della Manica, in acque internazionali a sud di Plymouth. La nave britannica HMS Tyne, che seguiva l’unità russa, si è allontanata per consentire una sessione di tiro durata circa trenta minuti.
Il Fondo monetario internazionale ha intanto completato una nuova revisione del programma di assistenza all’Ucraina, sbloccando circa 690 milioni di dollari destinati alla stabilità economica e alle finanze pubbliche del Paese.





