Il presidente USA, Donald Trump, ha annunciato lunedì dazi del 50% su una vasta gamma di merci importate dal Canada, accusando Ottawa di un “trattamento iniquo” nei confronti di automobili, prodotti lattiero‑caseari e alcolici statunitensi.
La misura, che entrerà in vigore tra 30 giorni, segna una nuova e grave escalation nelle relazioni commerciali tra i due Paesi nordamericani. Tra i prodotti colpiti figurano beni di consumo come vino e mazze da hockey, oltre a materiali industriali come cemento. Restano esentate alcune esportazioni chiave — energia, potassio, minerali critici e pesce — per evitare ripercussioni immediate sulle catene di approvvigionamento.
Il primo ministro canadese Mark Carney ha risposto dichiarando che il Canada è pronto a “intensificare i negoziati” con Washington nelle prossime settimane, ma ha definito la decisione “un atto unilaterale” che mina l’accordo di libero scambio USMCA.
“Questo è l’ultimo di una serie di provvedimenti in violazione dell’accordo nordamericano”, ha affermato Carney, citando anche “minacce alla sovranità canadese”, un riferimento alle precedenti dichiarazioni di Trump sul possibile status del Canada come “51° stato” degli Stati Uniti. Gli Stati Uniti mantengono già dazi tra il 15% e il 50% su acciaio, alluminio e rame canadesi, oltre a un 35% sul legname di conifere e un 25% sui componenti automobilistici non statunitensi. Il Canada applica dazi di compensazione del 25% su alcune importazioni americane.
La nuova misura è stata introdotta ai sensi della Sezione 338 del Tariff Act del 1930, che consente di reagire a pratiche commerciali discriminatorie. Trump ha accusato Ottawa di penalizzare i veicoli statunitensi e di mantenere un sistema lattiero‑caseario “ingiusto”, con dazi superiori al 300% sulle importazioni oltre quota.





