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Pierino Di Silverio, Segretario Nazionale Anaao Assomed

Lea 2024, Anaao Assomed: il Servizio sanitario resta diviso, servono investimenti

Di Silverio: il Nuovo Sistema di Garanzia è uno strumento utile, ma senza risorse e personale continuerà a fotografare un Paese a due velocità
domenica, 12 Luglio 2026
2 minuti di lettura

I dati del monitoraggio LEA 2024, elaborati attraverso gli indicatori CORE del Nuovo Sistema di Garanzia e resi noti dal Ministero della Salute, restituiscono una fotografia del Servizio sanitario nazionale che, secondo l’Anaao Assomed, va letta con attenzione, evitando sia facili entusiasmi sia inutili allarmismi. Il quadro complessivo evidenzia un miglioramento nelle aree della Prevenzione e dell’assistenza Distrettuale rispetto agli anni precedenti, ma mette anche in luce squilibri che continuano a incidere sulla tenuta del sistema sanitario.

Affrontare le cause

“Il primo dato che salta agli occhi”, commenta Pierino Di Silverio, segretario nazionale Anaao Assomed, “è il meccanismo di non compensazione tra le macro-aree: una regione può avere un’assistenza ospedaliera eccellente e risultare comunque inadempiente per una sola area sotto soglia. È un principio di rigore che condividiamo nell’impianto, ma che deve essere accompagnato da un’analisi rigorosa delle cause, non da automatismi sanzionatori.”Il segretario dell’Anaao richiama quindi l’attenzione sulle differenze territoriali emerse dal monitoraggio.

Le differenze tra aree del Paese

Colpisce”, prosegue, “che la Sicilia e la Provincia autonoma di Bolzano risultino sotto soglia nell’area della Prevenzione, mentre la Calabria lo sia nell’area Distrettuale. Si tratta però di situazioni profondamente diverse: non si può mettere sullo stesso piano una realtà del Nord con criticità specifiche e una regione del Sud che sconta anni di sottofinanziamento, una cronica carenza di personale e la continua fuga di specialisti. Il divario Nord-Sud nell’assistenza distrettuale resta la ferita più profonda del nostro Servizio sanitario nazionale”. Secondo Anaao Assomed, merita attenzione anche il lieve arretramento registrato nell’area ospedaliera.

Flessione non fisiologica

“Non va sottovalutata”, afferma Di Silverio, “la lieve flessione registrata a livello nazionale nell’area Ospedaliera. Se letta insieme alla crisi degli organici medici e infermieristici che denunciamo da anni, non può essere archiviata come un fenomeno fisiologico”, Il sindacato evidenzia inoltre un problema di metodo legato alla qualità dei dati.

Dati incompleti

La qualità degli indicatori dipende dalla completezza dei flussi informativi NSIS regionali. Una regione con sistemi informativi deboli rischia di essere valutata sulla base di dati incompleti, indipendentemente dalla qualità reale dell’assistenza erogata. Prima di misurare, bisogna garantire che tutti misurino allo stesso modo.”

Le proposte per il sistema sanitario

Accanto alle criticità, Anaao Assomed propone una serie di interventi per rafforzare il sistema. Il sindacato chiede piani di rientro sostenuti da risorse aggiuntive e non fondati esclusivamente su meccanismi sanzionatori; investimenti straordinari sul personale, in particolare nelle aree e nelle regioni più in difficoltà; un monitoraggio infra-annuale che consenta di intervenire tempestivamente con misure correttive; l’uniformità dei sistemi informativi regionali per garantire confronti realmente omogenei; e il superamento della gestione emergenziale delle liste d’attesa e dei Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA), attraverso modelli organizzativi strutturati. “Il Nuovo Sistema di Garanzia”, evidenzia ancora Di Silverio, “è uno strumento utile, ma da solo non basta a colmare le disuguaglianze. Senza un piano straordinario per il personale sanitario e senza un riequilibrio serio delle risorse tra i territori, i numeri continueranno a fotografare, anno dopo anno, lo stesso Paese diviso in due”.

Attenzione sulle scelte

Infine, il segretario nazionale ribadisce l’impegno del sindacato.“L’Anaao Assomed continuerà a vigilare e a chiedere con forza al Governo e alle Regioni scelte coerenti con i dati che lo stesso Ministero della Salute mette nero su bianco. La sanzione come unica misura non risolve i problemi, ma rischia di aggravare il divario tra i territori, con inevitabili ripercussioni sulla salute dei cittadini”.

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