La missione cinese Tianwen‑2 ha raggiunto Kamoʻoalewa, uno dei sette quasi‑satelliti conosciuti della Terra, aprendo una nuova fase dell’esplorazione del Sistema Solare. L’Agenzia Spaziale Nazionale Cinese (CNSA) ha annunciato l’arrivo della sonda dopo un viaggio di 600 milioni di miglia (circa 1 miliardo di chilometri) e 400 giorni di volo dal lancio del 29 maggio 2025. Giovedì, Tianwen‑2 si è avvicinata all’asteroide fino a 20 chilometri, scattando la prima immagine ravvicinata del piccolo corpo roccioso, lungo poco più di 20 metri. L’arrivo segna l’inizio dell’esplorazione scientifica di Kamoʻoalewa, un oggetto unico: non orbita attorno alla Terra, ma segue un percorso parallelo al nostro pianeta attorno al Sole, mantenendo una distanza media di soli 14 milioni di chilometri.
Questa dinamica lo rende una “quasi‑luna”, un compagno orbitale raro e ancora poco compreso. Gli scienziati sospettano che Kamoʻoalewa possa essere un frammento della Luna, staccatosi in seguito a un impatto antico. Nel 2021, analisi spettroscopiche hanno mostrato una composizione simile alle rocce lunari delle missioni Apollo. Uno studio del 2024 ha ipotizzato che il corpo possa essersi originato dal gigantesco impatto che ha creato il cratere Giordano Bruno, tra 1 e 10 milioni di anni fa. Tianwen‑2 tenterà ora di confermare questa teoria. La sonda atterrerà sull’asteroide, raccoglierà 20–100 milligrammi di materiale e condurrà osservazioni a distanza per mesi. Per affrontare l’incertezza sulla natura della superficie, è equipaggiata con tre tecniche di campionamento: in volo stazionario, “touch‑and‑go” e ancoraggio con fissaggio. La ridondanza garantisce la possibilità di estrarre un campione indipendentemente dalla consistenza del terreno. La sonda dispone di 11 strumenti scientifici che permetteranno di ricostruire forma, composizione e struttura interna dell’asteroide, fornendo dati cruciali per comprendere la sua origine.





