Hamas ha annunciato lunedì lo scioglimento del suo governo a Gaza, una decisione che secondo gli analisti mira a esercitare pressione su Israele e a riaccendere l’attenzione sul piano di cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti, oggi in stallo. Ismail al‑Thwabta, capo dell’Ufficio stampa governativo di Hamas, ha dichiarato che il movimento è pronto a trasferire l’amministrazione al Comitato Nazionale per l’Amministrazione di Gaza (NCAG), previsto dall’accordo. La dichiarazione non menziona il disarmo, requisito centrale della seconda fase del piano, che Hamas continua a rifiutare. Sul terreno, la mossa cambia poco: il gruppo mantiene il controllo delle aree non occupate dall’esercito israeliano.
Tuttavia, l’annuncio ha un peso politico, soprattutto mentre il presidente Donald Trump spinge il premier israeliano Benjamin Netanyahu a implementare parti del piano, tra cui la creazione di “aree pilota” amministrate dal comitato palestinese. Hamas ha chiesto ai mediatori internazionali di fare pressione su Israele affinché consenta al NCAG di entrare nella Striscia. “Accelerare le procedure è essenziale per sanare le ferite del nostro popolo”, ha dichiarato al‑Thwabta da Gaza City. Il governo di Gaza conta circa 60.000 dipendenti, che Hamas afferma potranno continuare a lavorare sotto il comitato. Il Consiglio per la Pace, incaricato di monitorare l’accordo, ha accolto l’annuncio con cautela: “Attendiamo azioni, non promesse”.
Il gruppo vede il NCAG come “l’unica via” per ottenere un governo palestinese riconosciuto a livello internazionale. Ma Shehada avverte che la mossa potrebbe arrivare troppo tardi: “Israele manterrebbe comunque il controllo finale su tutto a Gaza”. Il NCAG, concepito a ottobre, è rimasto bloccato al Cairo, impossibilitato a entrare nella Striscia. I mediatori — Qatar, Turchia ed Egitto — stanno cercando di mostrare a Washington che l’accordo avanza, nella speranza di aumentare la pressione americana su Israele.





