La Russia ha colpito Kiev con uno degli attacchi più pesanti delle ultime settimane, a pochi giorni dal vertice Nato di Ankara, lanciando 419 tra droni e missili su tutta la regione.
Il bilancio è di almeno 14 morti e 76 feriti, anche bambini. Zelensky ha riferito che 64 persone, tra cui due bambini, sono state estratte dalle macerie. Centinaia di residenti hanno perso la casa o i propri beni, mentre migliaia si erano rifugiati nelle stazioni della metropolitana.
I raid hanno colpito almeno 34 siti della capitale, dieci con danni pesanti, a cinque giorni dal precedente bombardamento su larga scala. Nel quartiere Podilskyi un missile ha parzialmente distrutto un edificio residenziale tra il settimo e il nono piano. Danni anche ad altri palazzi, garage, un magazzino e strutture non residenziali nei quartieri Darnytskyi e Holosiivskyi.
Il sindaco Vitali Klitschko ha parlato di distruzioni in quattro quartieri; la Procura ha aperto un’indagine per crimini di guerra. Mosca ha rivendicato un “massiccio attacco” con armi di precisione a lungo raggio e droni contro “imprese dell’industria militare” e infrastrutture energetiche e di carburante a Kiev e nella regione.
Il ministero della Difesa russo ha indicato tra gli obiettivi anche aeroporti militari nelle regioni di Dnipropetrovsk, Poltava, Cherkasy, Chernihiv e Kiev. Nella notte è stata colpita anche Odessa: nel quartiere Kyivskyi sono stati danneggiati cinque edifici privati e un dormitorio.
Il nodo Patriot
Il raid ha rilanciato il tema della difesa aerea ucraina alla vigilia del summit Nato. Secondo Kiev, dei 351 droni russi impiegati nell’attacco, 326 sono stati intercettati o neutralizzati con disturbi elettronici.
Dei 68 missili lanciati, sono stati abbattuti 37 missili da crociera Kalibr e Kh-101. Nessuno dei 29 missili su traiettoria balistica è stato invece intercettato: sei Zircon e 23 Iskander. Per Kiev è la conferma della necessità di nuovi intercettori PAC-2 e PAC-3 per i sistemi Patriot.
Il portavoce dell’Aeronautica ucraina, colonnello Yuriy Ignat, ha definito il risultato “basso, per usare un eufemismo”: “Serve qualcosa per abbattere i missili balistici. Ci sono abbastanza sistemi, serve un rifornimento costante di missili”. Secondo l’Aeronautica, Mosca sta sfruttando la carenza mondiale di intercettori per concentrare gli attacchi sui vettori balistici.
Ankara e sanzioni
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha indicato Ankara come sede del prossimo confronto. “L’Ucraina ha urgentemente bisogno di maggiori difese aeree. Ne discuteremo questa settimana al summit Nato”, ha scritto, accusando il “regime russo” di aver attaccato “alla cieca i civili dall’aria”.
Von der Leyen ha ricordato anche i primi 4 miliardi di euro del prestito europeo da 90 miliardi per rafforzare la difesa ucraina, compresa la tecnologia per i droni, e ha annunciato il lavoro per chiudere “nei prossimi giorni” il ventunesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca. Sul piano diplomatico pesa anche la telefonata tra Donald Trump e Vladimir Putin. Ieri, dallo Studio Ovale, il Presidente statunitense ha sostenuto che il leader russo “vuole finire la guerra in Ucraina” e “lo vuole fortemente”.
Trump ha aggiunto che anche Zelensky vuole la fine del conflitto e ha collegato il dossier al vertice dell’Alleanza: “Ne parleremo alla Nato”. Durante l’attacco, intanto, la Polonia ha fatto decollare i propri caccia in via preventiva per proteggere lo spazio aereo nazionale.
Droni su Russia e Crimea
La notte di guerra si è estesa anche al territorio russo e alla Crimea occupata. Il ministero della Difesa di Mosca ha sostenuto di aver abbattuto 519 droni ucraini su venti regioni. Nella regione di Yaroslavl, dove secondo canali russi sarebbe stata colpita una raffineria, il governatore Mikhail Yevrayev ha parlato di due feriti dopo un “attacco massiccio” e oltre 70 droni abbattuti.
In Crimea occupata, Sebastopoli è rimasta temporaneamente senza elettricità dopo un attacco contro infrastrutture energetiche, secondo il governatore nominato da Mosca Mikhail Razvozhayev.
Nella regione russa di Belgorod, un drone ucraino esploso vicino a un edificio commerciale a Rakitnoye ha causato un morto e due feriti. Il vertice di Ankara si apre dunque con la difesa aerea ucraina tornata al centro dell’agenda.
Kiev chiede intercettori, Bruxelles promette nuove sanzioni e fondi, Trump dice di voler discutere con gli alleati della possibilità di chiudere la guerra. Sul terreno, però, il messaggio di Mosca resta opposto: più missili balistici, più droni, più pressione sulle città.





