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Zelensky chiede Patriot e intercettori alla Nato. Von der Leyen: “Ne parleremo ad Ankara”

Zelensky chiede Patriot e intercettori alla Nato. Von der Leyen: “Ne parleremo ad Ankara”

lunedì, 6 Luglio 2026
2 minuti di lettura

Dopo il nuovo massiccio attacco russo contro Kiev e la regione, Volodymyr Zelensky ha rivolto un appello diretto agli Stati Uniti e ai partner europei alla vigilia del vertice dell’Alleanza ad Ankara. “È di fondamentale importanza che il mondo, in primis gli Stati Uniti e i nostri partner europei, escano dal vertice Nato con decisioni forti a sostegno della nostra difesa aerea”, ha scritto Zelensky su Facebook. “Finché i missili Patriot rimarranno nelle scorte dei nostri alleati, la Russia sarà solo incoraggiata a continuare a squarciare gli edifici residenziali. Stati Uniti ed Europa hanno abbastanza forza per fermare questo terrore”.

Il nodo, per Kiev, resta la carenza di missili intercettori Pac-2 e Pac-3 per i sistemi Patriot, gli unici in grado di contrastare in modo efficace i missili balistici. Secondo l’Aeronautica ucraina, nella notte le difese non sono riuscite ad abbattere nessuno dei missili russi su traiettoria balistica. Sono stati invece intercettati o neutralizzati con sistemi di guerra elettronica la gran parte dei droni e una parte dei missili da crociera.

Il portavoce dell’Aeronautica, Yuriy Ignat, ha definito il risultato “basso, per usare un eufemismo”, spiegando che Mosca sta sfruttando la scarsità di intercettori per concentrare gli attacchi sui vettori più difficili da fermare.
A sostenere la richiesta di Kiev è intervenuta anche Ursula von der Leyen.

“L’Ucraina ha urgentemente bisogno di maggiori difese aeree. Ne discuteremo questa settimana ad Ankara al vertice Nato”, ha scritto la Presidente della Commissione europea. Von der Leyen ha ricordato il primo versamento da 4 miliardi di euro nell’ambito del prestito europeo da 90 miliardi destinato anche al rafforzamento della difesa ucraina e ha annunciato nuovi sforzi per chiudere il ventunesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca.

Kiev sotto le bombe

Il bilancio dell’attacco russo è salito ad almeno 14 morti e 76 feriti tra Kiev e la regione circostante, secondo Zelensky. Nella capitale si contano 11 vittime e 60 feriti; altri tre morti e 16 feriti sono stati registrati nella regione. Le autorità locali hanno riferito di danni in diversi quartieri, tra cui Podilskyi, dove un edificio residenziale è stato parzialmente distrutto tra il settimo e il nono piano. Soccorritori e vigili del fuoco hanno lavorato per ore tra macerie, incendi e abitazioni danneggiate.

Secondo Kiev, la Russia ha lanciato complessivamente 419 tra droni e missili: 351 droni e 68 missili di vario tipo. Le difese ucraine avrebbero intercettato o neutralizzato 326 droni e abbattuto 37 missili da crociera Kalibr e Kh-101. Nessuno dei missili balistici e ipersonici, tra cui Zircon e Iskander, sarebbe stato fermato.

Mosca ha confermato il raid, sostenendo però di aver colpito “impianti militari-industriali” e infrastrutture energetiche a Kiev e nella regione, oltre ad aeroporti militari in diverse aree del Paese. La versione russa è respinta da Kiev, che parla di un nuovo attacco deliberato contro aree civili e abitazioni.

Droni sulla Russia

Nella stessa notte, il ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver abbattuto 519 droni ucraini su venti regioni. Nella regione di Yaroslavl due persone sono rimaste ferite, mentre fonti ucraine e canali Telegram russi hanno riferito di un possibile attacco contro la raffineria locale, non confermato in modo indipendente. In Crimea, la città di Sebastopoli è rimasta temporaneamente senza elettricità dopo un attacco alle infrastrutture energetiche, secondo il governatore nominato da Mosca.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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