La nuova fase dell’economia mondiale impone un deciso cambio di passo nelle politiche per l’internazionalizzazione. Instabilità geopolitica, tensioni commerciali, transizione energetica e trasformazione tecnologica rendono sempre più complesso competere sui mercati esteri, soprattutto per artigiani, micro e piccole imprese. È il messaggio portato da Confartigianato, CNA e Casartigiani nel corso della XIV sessione della Cabina di Regia per l’internazionalizzazione, riunita presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit). Le tre Confederazioni hanno ribadito la necessità di rafforzare il sostegno pubblico all’export e di costruire una strategia nazionale più mirata, semplice e accessibile alle imprese di minori dimensioni.
Puntare su aree dove c’è più crescita
Pur confermandosi una delle principali potenze esportatrici al mondo, l’Italia è chiamata a diversificare i mercati di destinazione, puntando con maggiore decisione sulle aree a più alto potenziale di crescita, come l’Indo-Pacifico, l’Africa subsahariana, l’America Latina, il Golfo Persico e il Nord America. L’obiettivo è promuovere il Made in Italy presso le nuove classi medie internazionali e valorizzare il patrimonio di competenze, tecnologie e capacità manifatturiere delle imprese italiane all’interno delle catene globali del valore.
Sicurezza e materie prime
Le recenti crisi internazionali hanno inoltre evidenziato la fragilità delle supply chain. Per questo, secondo le Confederazioni, è indispensabile rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti di materie prime critiche, semiconduttori e componentistica avanzata, attraverso accordi bilaterali, diversificazione geografica delle forniture, corridoi logistici alternativi, sviluppo dell’economia circolare e tutela degli asset strategici nazionali.
Dare spazio alle piccole imprese
Confartigianato, Cna e Casartigiani riconoscono il valore degli strumenti messi a disposizione dal Sistema Paese, a partire dall’azione di Maeci, Ice, Simest e Sace, ma ne chiedono un maggiore adattamento alle esigenze delle micro e piccole imprese. In particolare, ritengono strategico consolidare iniziative come le partecipazioni collettive alle fiere internazionali, gli incontri con buyer esteri nei distretti produttivi, le missioni commerciali e le azioni di supporto alla distribuzione internazionale.
Più fondi alle attività produttive
Un giudizio positivo viene espresso sulla nuova “Misura Golfo” e, soprattutto, sulla riserva di 40 milioni di euro destinata alle micro e piccole imprese, considerata un segnale concreto di attenzione verso il comparto artigiano e le PMI, protagoniste della qualità e della reputazione del Made in Italy nel mondo.
Sostegni per i mercati esteri
Tra le priorità indicate anche il rilancio degli strumenti SIMEST, in particolare del Fondo 394/81, per sostenere l’ingresso nei mercati esteri, l’e-commerce internazionale, la partecipazione alle fiere, l’utilizzo di temporary export manager, la transizione digitale ed ecologica, le certificazioni e i servizi di consulenza per l’export. Parallelamente, SACE è chiamata a sviluppare strumenti più semplici e realmente calibrati sulle esigenze delle imprese di minori dimensioni.
Serve più coinvolgimento
Le tre Confederazioni chiedono infine un maggiore coinvolgimento della rappresentanza imprenditoriale nelle missioni istituzionali all’estero, affinché l’intero sistema produttivo possa contribuire alla proiezione internazionale del Paese.
Leva strategica di crescita
Per Confartigianato, CNA e Casartigiani l’internazionalizzazione non rappresenta soltanto uno strumento di promozione commerciale, ma una leva strategica per la crescita economica, la competitività e la sicurezza del sistema produttivo italiano. Da qui l’appello a una politica commerciale europea più forte e capace di valorizzare il ruolo dell’artigianato e delle micro e piccole imprese nei mercati globali.





