E dunque la detassazione dei rinnovi contrattuali sarà confermata nella prossima manovra. Giorgia Meloni lo ha annunciato ieri dal palco del XIX Congresso nazionale della Uil a Padova e ha legato la scelta al tema che ha attraversato tutto il suo intervento: il lavoro come dignità, salario, sicurezza e partecipazione: “Ho già parlato con Calderone e con Giorgetti, il Governo raccoglie la vostra istanza” sono state le parole del Presidente del Consiglio che ha rivendicato anche l’aumento del netto in busta paga “per milioni di lavoratori”. Il messaggio è dunque arrivato davanti alla platea del sindacato guidato da Pierpaolo Bombardieri.
Il Premier è partito dal confronto con le parti sociali e ha ricordato la sua presenza ai congressi delle tre principali organizzazioni sindacali. Non lo ha presentato come un passaggio formale, ma come il metodo che l’esecutivo intende mantenere: “La porta mia e del Governo rimarrà sempre aperta al confronto e alla proposta”, la sua rassicurazione. Le distanze politiche restano, ma il punto comune, per il Primo Ministro, è il valore del lavoro: riconoscimento della dignità della persona, sostegno a chi manda avanti una famiglia, base del futuro nazionale.
Da qui il passaggio sui salari. Meloni ha difeso la contrattazione collettiva e l’ha indicata come lo strumento più efficace per arrivare a retribuzioni adeguate. Il salario giusto, ha detto, rappresenta “una vittoria di tutti i lavoratori italiani” e della nazione nel suo complesso. La conferma della detassazione dei rinnovi contrattuali si inserisce in questa linea: meno peso fiscale sugli aumenti e più risorse in busta paga.
Contratti pirata e caporalato
Il discorso si è spostato poi sui contratti pirata. Il Premier ha rivendicato la scelta di superare la logica dei “soldi a pioggia” e di collegare gli incentivi a condizioni più selettive. Le risorse pubbliche, ha detto, arrivano dalle tasche degli italiani e non possono alimentare dumping o scorciatoie. Per il Presidente contrastare i contratti irregolari tutela i lavoratori, ma anche le imprese che rispettano le regole. Il capitolo più sensibile resta la sicurezza. “Ogni morte sul lavoro è una sconfitta per tutti”, ha scandito per bene. Il Governo, ha spiegato, ha aumentato fondi e ispettori, pur sapendo che non bastano mai. Prevenzione, controlli e formazione iniziano a dare risultati, ma la guardia non può scendere. “La sicurezza sul lavoro è un diritto inalienabile, una questione di civiltà”.
La stessa parola, civiltà, torna sul caporalato. Meloni ha citato Amendolara e ha parlato di “crimine abominevole”. La linea indicata è quella della “tolleranza zero”: non una formula da comizio, ma una battaglia contro chi sfrutta fragilità, bisogno e assenza di tutele. In quel passaggio il lavoro non appare solo come tema economico, ma come confine tra legalità e abuso.
Lavoro femminile
Nel suo intervento ha trovato spazio anche il lavoro femminile: “Il futuro dell’Italia dipende dalle donne, segnatamente dalle donne lavoratrici”. Il Governo, ha promesso, continuerà a considerarlo una priorità. Ma il nodo non riguarda soltanto le misure. Meloni ha chiamato in causa anche un problema culturale: l’idea che famiglia, figli e occupazione siano percorsi incompatibili. Su questo, ha aggiunto, istituzioni e corpi intermedi devono agire insieme. Il congresso della Uil è diventato così l’occasione per allargare il discorso alle trasformazioni che cambiano il mercato.
L’Intelligenza Artificiale, secondo il Primo Ministro, non può essere trattata come una innovazione qualunque. Per la prima volta, una tecnologia non si limita ad ampliare le capacità dell’uomo, ma può sostituire alcune funzioni umane. Da qui l’appello a non lasciare che il cambiamento proceda senza una guida politica e sociale. La tecnologia, per il Premier, deve restare “strumento della libertà”, dentro un umanesimo con al centro persona, diritti e dignità.
Anche l’energia è entrata nel ragionamento sul lavoro. Costi troppo alti riducono la forza delle imprese e pesano sui lavoratori. Per questo Meloni ha rilanciato la diversificazione delle fonti e delle tecnologie, compreso il nucleare “pulito”, come scelta per autonomia e competitività. Pandemia e guerra russa contro l’Ucraina, ha specificato, hanno mostrato il rischio di dipendere da attori e scenari non controllabili.





