La diocesi cattolica romana di Providence si trova nel pieno di una tempesta giudiziaria senza precedenti: solo nel primo giorno utile, mercoledì, sono state depositate 33 cause a livello statale e almeno una denuncia federale che accusano sacerdoti, diaconi e funzionari ecclesiastici di abusi sessuali risalenti fino al 1958. È l’effetto immediato della nuova legge approvata a giugno dall’Assemblea Generale, che ha aperto una finestra di prescrizione fino al 30 giugno 2028, consentendo alle vittime di riaprire casi da tempo bloccati. La norma modifica radicalmente il precedente limite: prima, le vittime potevano denunciare fino ai 53 anni.
Ora, chiunque abbia subito abusi può intentare causa contro istituzioni come la diocesi, indipendentemente dall’età. Il nuovo contesto legislativo arriva dopo la pubblicazione, a marzo, del rapporto di 282 pagine del procuratore generale Peter Neronha, che documenta decenni di violenze e insabbiamenti. Secondo il rapporto, 72 sacerdoti e diaconi sono stati accusati in modo credibile; solo 14 erano ancora in vita. Tra le cause presentate mercoledì, spiccano storie che attendono giustizia da oltre mezzo secolo. Un uomo di circa 70 anni, oggi residente a Westerly, sostiene di essere stato abusato ripetutamente da Monsignor Bernard J. Lennon negli anni ’50.
Un’altra denuncia riguarda Monsignor John Ferry, accusato di aver abusato di un quattordicenne nel 1964. La denuncia federale, presentata dallo studio Grant & Eisenhofer, riguarda invece Monsignor Roland Lepire, accusato di aver abusato di almeno sei ragazzi tra il 1975 e il 1980. Gli avvocati sottolineano che molte vittime sono cresciute come cattolici devoti e chiedono solo “piena trasparenza e responsabilità”. Secondo Mike Quinn, il suo studio ha già preparato almeno 130 denunce contro la diocesi. Durante il dibattito legislativo, alcuni parlamentari hanno sollevato dubbi sulla costituzionalità della riapertura dei termini, ma la legge è stata approvata con modifiche.





