L’Ucraina ha rivendicato un attacco con droni contro un terminal petrolifero nell’area portuale di San Pietroburgo, la città natale di Vladimir Putin, mentre Mosca ha denunciato una delle più vaste ondate di velivoli senza pilota dall’inizio del conflitto e ha promesso ritorsioni. Secondo il ministero della Difesa russo, tra la sera di venerdì e la mattina di ieri le difese aeree hanno abbattuto 389 droni ucraini ad ala fissa in diverse regioni della Russia europea, oltre che sulla Crimea annessa, sul Mar Nero e sul Mar d’Azov. In seguito Mosca ha parlato di oltre 500 “bersagli aerei” intercettati, tra cui 10 missili da crociera Flamingo e 9 razzi Himars. La versione russa non è verificabile in modo indipendente.
Il governatore di San Pietroburgo, Alexander Beglov, ha confermato un “attacco su larga scala” e ha invitato i residenti a restare in casa fino alla fine dell’allerta. “È stato colpito il territorio di un terminal petrolifero nel distretto di Kirovsky”, ha scritto su Telegram, precisando che non risultano vittime. Secondo Beglov, le difese aeree hanno abbattuto 72 droni; uno è precipitato sulla Reggia di Peterhof, a circa venti chilometri dalla città, senza causare danni al complesso. Nella regione di Brjansk, il governatore ad interim Egor Kovaltchouk ha riferito l’intercettazione di 264 droni ucraini nelle ultime 24 ore e danni a due scuole dell’infanzia, una scuola e un ospedale a Karatchev. In precedenza aveva segnalato un morto e due feriti nella città di Brjansk. In Crimea, il governatore filorusso Sergej Aksenov ha denunciato un morto e due feriti, tra cui un bambino di dieci anni, in un attacco ucraino.
Zelensky: “Sanzioni a lungo raggio”
Volodymyr Zelensky ha rivendicato l’operazione definendola parte delle “sanzioni ucraine a lungo raggio” contro Mosca. “Le forze di difesa ucraine hanno colpito l’infrastruttura petrolifera portuale, che guadagna denaro per la guerra russa”, ha scritto il Presidente ucraino, aggiungendo che sono stati colpiti anche obiettivi a Kronstadt, importante base militare nel Golfo di Finlandia. La distanza dal confine ucraino, ha sottolineato Zelensky, supera gli 850 chilometri. Mosca ha reagito accusando Kiev di voler colpire infrastrutture civili. “Il tentativo di danneggiare obiettivi civili della Russia non resterà senza adeguate azioni di ritorsione da parte delle forze armate russe”, ha dichiarato il ministero della Difesa russo. Il Presidente ucraino ha avuto anche un colloquio con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, chiedendo nuovi missili per i sistemi Patriot. “La priorità assoluta in questo momento sono i missili per proteggere la nostra popolazione dagli attacchi balistici russi”, ha detto Zelensky, sostenendo che Mosca “sta puntando tutto sugli attacchi missilistici” per prolungare la guerra.
Raid russi su Sumy e Zaporizhzhia
Sul fronte opposto, continuano i bombardamenti russi sulle città ucraine. A Sumy, nel nord-est del Paese, un raid con bombe aeree guidate ha colpito il centro urbano provocando almeno quattro morti, tra cui un bambino, e 27 feriti, sei dei quali minori. Zelensky ha accusato Mosca di aver usato ordigni guidati “contro civili” e ha riferito che potrebbero esserci ancora persone intrappolate sotto le macerie di un palazzo. Nella stessa giornata, secondo Kiev, due persone sono state uccise e sei ferite in un attacco con droni su Zaporizhzhia; colpite anche Kharkiv e diverse comunità nelle regioni di Kharkiv, Dnipro e Donetsk.
La smentita su Kostiantynivka
Resta intanto aperta la battaglia informativa su Kostiantynivka, roccaforte ucraina nel Donetsk. Putin aveva annunciato la conquista della città nella tarda serata di venerdì, ma Kiev ha smentito e l’Institute for the Study of War ha scritto che “non ci sono prove” del controllo russo. Secondo il centro studi americano, Mosca ha ottenuto progressi tattici, ma la presenza russa in città sarebbe composta soprattutto da piccoli gruppi di infiltrati, alternati a posizioni ucraine.
Il dossier al vertice Nato
Il quadro militare pesa anche sul vertice Nato di Ankara, dove gli alleati hanno dato via libera a un impegno da 70 miliardi di dollari l’anno per il sostegno militare all’Ucraina nel 2026 e nel 2027. La cifra comprende il prestito Ue da 30 miliardi, mentre gli altri contributi bilaterali resteranno gestiti su base volontaria. Per Kiev, però, l’urgenza resta immediata: più difesa aerea contro i raid russi e più capacità a lungo raggio per colpire la macchina bellica di Mosca.





