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Immagine tratta dal sito: www.unicef.it

Ebola, Unicef: mille casi nella Rdc orientale, quasi 3 milioni di bambini a rischio

martedì, 23 Giugno 2026
2 minuti di lettura

Sale a 1.000 il numero dei casi confermati di Ebola nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo mentre circa 2,95 milioni di bambini e adolescenti sono esposti non solo al rischio di contagio, ma anche alle conseguenze del collasso dei servizi essenziali. A lanciare l’allarme è l’Unicef, che evidenzia come i minori rappresentino la fascia più vulnerabile dell’attuale epidemia. Secondo i dati aggiornati al 19 giugno, i bambini e gli adolescenti costituiscono circa il 15% dei casi confermati di Ebola e oltre il 25% dei decessi registrati nelle aree colpite.

Inoltre, i minori con infezione confermata hanno una probabilità di morire quasi doppia rispetto agli adulti, un dato che conferma il pesante impatto dell’epidemia sulle fasce più giovani della popolazione.
I nostri team nell’Ituri hanno incontrato bambini che hanno perso le madri, in alcuni casi entrambi i genitori, a causa dell’Ebola“, ha dichiarato la Direttrice generale dell’UNICEF, Catherine Russell. “I bambini cercano di dare un senso a questa minaccia, circondati da voci e disinformazione online“.

L’epicentro

L’epicentro dell’emergenza resta la provincia dell’Ituri, in particolare le zone sanitarie di Mongbwalu, Rwampara e Bunia, mentre casi sono stati segnalati anche nel Kivu del Nord e nel Kivu del Sud. Nell’Ituri sono già 135 i bambini rimasti orfani a causa dell’epidemia e attualmente assistiti attraverso servizi di supporto psicosociale, accesso ai servizi sociali e soluzioni di accoglienza alternative. Per rispondere alle esigenze dei più piccoli, l’Unicef ha inoltre inaugurato il primo asilo nido destinato ad accogliere neonati e bambini separati temporaneamente dai propri familiari ricoverati nei centri di trattamento per l’Ebola.

L’organizzazione prevede l’apertura di altre due strutture analoghe nelle prossime settimane. L’epidemia colpisce una popolazione infantile già profondamente vulnerabile. Nell’Ituri oltre la metà dei bambini sotto i cinque anni soffre di malnutrizione cronica e più di uno su cinque non ha mai ricevuto la prima dose del vaccino contro difterite, tetano e pertosse. Condizioni che aumentano il rischio di complicanze e rendono più difficile una diagnosi tempestiva dell’Ebola, i cui sintomi iniziali possono essere confusi con quelli della malaria.

Oltre al rischio sanitario, i bambini devono affrontare la perdita dei genitori, lo stigma sociale, gravi conseguenze psicologiche e un maggiore rischio di violenza e sfruttamento, mentre il protrarsi dell’emergenza compromette l’accesso a servizi fondamentali come assistenza sanitaria, nutrizione, vaccinazioni, istruzione, acqua potabile, servizi igienico-sanitari e protezione dell’infanzia. Una situazione aggravata da anni di conflitti armati e sfollamenti che interessano la regione orientale della Rdc. L’emergenza ha assunto anche una dimensione transfrontaliera. In Uganda sono stati confermati 20 casi di Ebola e due decessi tra persone provenienti dalla Repubblica Democratica del Congo. Tra i minori coinvolti, un bambino è risultato positivo al virus, mentre altri 19 sono attualmente in quarantena e sotto osservazione.

Contenimento dell’epidemia

L’Unicef, insieme ai governi di Repubblica Democratica del Congo e Uganda, all’Organizzazione mondiale della sanità e all’Africa Cdc, è impegnato nelle attività di contenimento dell’epidemia attraverso il rafforzamento della prevenzione e del controllo delle infezioni, il tracciamento dei contatti, le sepolture sicure e il coinvolgimento delle comunità locali. Parallelamente prosegue il lavoro per garantire la continuità dei servizi essenziali destinati ai bambini e alle loro famiglie.

Per sostenere la risposta all’emergenza, l’Unicef ha richiesto 70,7 milioni di dollari per il primo semestre delle operazioni, ma restano ancora scoperti 20 milioni di dollari. L’organizzazione chiede inoltre un accesso umanitario immediato, sicuro e continuativo alle comunità colpite.
I bambini sono particolarmente vulnerabili perché dipendono da chi si prende cura di loro e non possono mantenere le distanze da un genitore o da un fratello malato come invece può fare un adulto”, ha concluso Catherine Russell. “Per proteggerli abbiamo bisogno di un accesso costante e delle risorse necessarie per raggiungere ogni comunità colpita“.

Redazione

Redazione

“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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