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Ettore Prandini, Presidente Coldiretti
Ettore Prandini, Presidente Coldiretti

Sicurezza alimentare, Coldiretti: nel 2026 quasi un allarme al giorno su cibi importati

Nei primi quattro mesi dell'anno registrati 128 allarmi alimentari. Crescono del 24% le segnalazioni su prodotti esteri
mercoledì, 10 Giugno 2026
1 minuto di lettura

Quasi un allarme alimentare al giorno nei primi quattro mesi del 2026. È il dato che emerge dall’analisi Coldiretti sui report del sistema europeo di allerta rapido Rasff, diffusa in occasione della Giornata Mondiale della Sicurezza Alimentare. Da gennaio ad aprile sono state registrate 128 segnalazioni riguardanti prodotti agroalimentari importati dall’estero, con un aumento del 24% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Tra i casi rilevati figurano frutta secca proveniente da Paesi come Turchia, Iran, Emirati Arabi Uniti e Stati Uniti contaminata da aflatossine oltre i limiti consentiti, pesce importato da diversi Paesi europei con presenza di parassiti o livelli elevati di mercurio e ortaggi provenienti da Africa e Asia risultati contaminati da pesticidi vietati o superiori ai limiti previsti dalla normativa comunitaria.

Sicurezza con più controlli

Per Coldiretti i dati confermano la necessità di rafforzare i controlli lungo tutta la filiera agroalimentare, a partire dai punti di ingresso nel Paese, per garantire la sicurezza dei consumatori e la qualità delle produzioni. L’organizzazione agricola torna inoltre a chiedere l’introduzione dell’obbligo di indicazione dell’origine su tutti gli alimenti a livello europeo, ricordando la consegna di un milione di firme al Commissario europeo alla Salute. Nel mirino anche il principio dell’“ultima trasformazione sostanziale”, che consente a prodotti stranieri di acquisire formalmente l’origine italiana dopo una semplice lavorazione effettuata nel nostro Paese.

Conoscere ciò che acquistiamo

Secondo le rilevazioni Coldiretti-Censis, il 91% degli italiani considera fondamentale conoscere la provenienza degli alimenti acquistati, ritenendo l’origine uno degli elementi principali nelle scelte di consumo. Per Coldiretti, garantire trasparenza e reciprocità delle regole significa tutelare sia i cittadini sia le imprese agricole italiane, chiamate a confrontarsi con produzioni provenienti da Paesi dove sono consentiti fitofarmaci e standard produttivi vietati nell’Unione Europea.

Più educazione alimentare

Accanto ai controlli, l’organizzazione sottolinea l’importanza dell’educazione alimentare, della valorizzazione della Dieta Mediterranea e della diffusione di prodotti locali e stagionali nelle mense scolastiche. Un ruolo strategico è affidato anche ai mercati contadini di Campagna Amica, già presenti in alcuni ospedali italiani, per favorire l’accesso a cibo fresco, tracciabile e di qualità. “La sicurezza alimentare è una sfida strategica per l’Europa”, conclude Coldiretti, “e richiede più controlli alle frontiere, piena trasparenza sull’origine dei prodotti e una concreta valorizzazione del vero Made in Italy agroalimentare“.

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