Un caccia della Nato ha abbattuto questa mattina un drone che aveva sorvolato la Lettonia orientale, aprendo un nuovo fronte di allarme lungo il confine orientale dell’Alleanza Atlantica. Secondo le forze armate lettoni, il velivolo sarebbe entrato nello spazio aereo del Paese “a seguito di una guerra elettromagnetica russa”. Intorno alle 9.20 le autorità militari avevano diramato un avviso per i comuni di Ludza, Balvi e Alūksne, nell’Est della Lettonia, segnalando una potenziale minaccia.
L’episodio coinvolge direttamente un Paese Nato e arriva mentre si moltiplicano le incursioni di droni nell’area orientale dell’Alleanza. Anche per questo, nella dichiarazione finale del vertice di Londra tra Volodymyr Zelensky e i leader di Regno Unito, Francia e Germania, gli sconfinamenti nello spazio Nato sono stati condannati insieme alla nuova ondata di attacchi russi contro le città ucraine.
Il vertice di Londra
A Londra, Keir Starmer, Emmanuel Macron e Friedrich Merz hanno confermato il loro “sostegno incrollabile” a Kiev e si sono detti favorevoli a un dialogo diretto tra Ucraina e Russia, con la partecipazione attiva di Stati Uniti ed Europa, per arrivare a un cessate il fuoco e poi a ulteriori negoziati. La dichiarazione congiunta indica alcune condizioni essenziali: cessate il fuoco immediato, colloqui sulla base dell’attuale linea del fronte, garanzie di sicurezza vincolanti per l’Ucraina e congelamento degli asset russi fino al risarcimento dei danni di guerra. Alla riunione non era presente Giorgia Meloni.
Zelensky ha ringraziato Starmer, Macron e Merz e ha chiesto di rafforzare il ruolo dell’Europa. Il Presidente ucraino ha riferito di avere aggiornato gli alleati sulla situazione al fronte e sulle perdite russe, sostenendo che da cinque mesi Mosca registra oltre 30mila tra morti e feriti al mese. Secondo Kiev, la Russia “non sta vincendo sul campo di battaglia”, mentre gli attacchi ucraini a medio raggio e in profondità limitano la capacità russa di ampliare l’offensiva. Zelensky ha però insistito sulla necessità di nuove difese contro le minacce balistiche.
Kallas: “Serve pazienza strategica”
Da Cipro, dove si tiene il Consiglio informale Difesa dell’Ue, Kaja Kallas ha frenato sulle prospettive diplomatiche immediate. Secondo l’Alta rappresentante, la Russia “non è ancora pronta” a negoziare e l’Europa deve avere “pazienza strategica”. Prima del tavolo, ha detto, serve un cessate il fuoco, mentre l’escalation degli attacchi dimostra che il Cremlino non ha cambiato linea. Kallas ha però indicato anche segnali di malcontento interno in Russia e ha chiesto di aumentare la pressione su Mosca e il sostegno a Kiev.
Sul piano finanziario, Kallas ha annunciato che l’Ue va avanti con lo sblocco di 6,6 miliardi di euro dello European Peace Facility destinati all’Ucraina. Il commissario europeo alla Difesa Andrius Kubilius ha aggiunto che i ministri discuteranno anche un possibile aumento del sostegno alle spese militari ucraine, con un volume potenziale di circa 70 miliardi oltre al prestito già previsto.
Droni e infrastrutture colpite
Sul terreno, il comandante in capo ucraino Oleksandr Syrsky ha affermato che a maggio il bilancio territoriale è stato favorevole a Kiev, con quasi cento chilometri quadrati liberati in più rispetto a quelli persi. Dall’inizio dell’anno, secondo Syrsky, le forze ucraine avrebbero riconquistato oltre 600 chilometri quadrati.
La guerra dei droni continua però a colpire i civili. Nella regione ucraina di Sumy, una donna è morta e tre persone sono rimaste ferite a Konotop dopo un attacco russo. Kiev sostiene di avere neutralizzato nella notte 124 dei 155 droni lanciati da Mosca. Nella regione russa di Kursk, due civili sono stati uccisi in un attacco ucraino. In Crimea, un drone ha colpito un treno passeggeri Mosca–Simferopoli, uccidendo l’assistente del macchinista e ferendo il conducente, secondo le autorità filorusse.
Kiev ha intanto continuato a colpire infrastrutture energetiche e logistiche russe. Nella notte sarebbero stati presi di mira depositi petroliferi e sottostazioni elettriche in Russia e nei territori occupati. A Novorossiysk, sul Mar Nero, è stato segnalato fumo nell’area del deposito di Grushevaya Balka, il più grande impianto di stoccaggio della regione del Caucaso. Un altro deposito sarebbe stato colpito vicino a Simferopoli, mentre Kiev avrebbe attaccato anche un ponte stradale tra la Crimea e la regione di Kherson.
Resta alta l’attenzione sulla sicurezza nucleare dopo i timori segnalati da Kiev per un drone russo nell’area di Chernobyl. Tra incursioni nello spazio Nato, attacchi russi sulle città ucraine e raid sempre più profondi contro la logistica di Mosca, la guerra resta lontana da una riduzione della tensione.





