Sono oltre 8,7 milioni gli italiani che nell’ultimo anno hanno subito almeno una violazione informatica. Un numero che fotografa una minaccia sempre più diffusa e che, in molti casi, trova terreno fertile proprio nelle cattive abitudini digitali degli utenti. È quanto emerge da un’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research, che evidenzia come milioni di cittadini continuino a sottovalutare le regole basilari della sicurezza online. L’attacco più frequente riguarda i profili social, violati nel corso degli ultimi dodici mesi nel caso di circa 5 milioni di italiani. Seguono gli accessi abusivi agli account bancari, che hanno coinvolto 1,8 milioni di persone, e quelli agli smartphone, subiti da circa 890 mila utenti.
A preoccupare non sono soltanto i numeri delle violazioni, ma anche i comportamenti che contribuiscono ad agevolare l’azione dei criminali informatici. Secondo l’indagine, quasi 10 milioni di italiani – 9,9 milioni per la precisione – adottano infatti pratiche considerate rischiose dagli esperti di cybersicurezza.
Password
Tra gli errori più comuni emerge la gestione superficiale delle password. Il 43% degli utenti cambia le proprie credenziali meno di una volta all’anno, esponendosi maggiormente al rischio di accessi non autorizzati. Ancora più sorprendente il dato relativo alla conservazione delle chiavi di accesso: il 30% degli intervistati ammette di annotare password e codici in chiaro su agende, fogli o altri supporti cartacei, rendendoli facilmente reperibili. Non va meglio sul fronte della scelta delle credenziali. Molti italiani continuano a utilizzare password facilmente intuibili, ricorrendo a sequenze numeriche elementari come “1234”, al nome della squadra del cuore, a date significative o addirittura alla parola “password”. Una leggerezza che, secondo gli esperti, rappresenta uno dei principali punti deboli nella difesa dei dati personali.





