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Beirut denuncia 17 morti nei raid israeliani. L’Iran colpisce Kuwait e Bahrein dopo gli attacchi Usa su Qeshm

mercoledì, 3 Giugno 2026
2 minuti di lettura

Nelle ultime dodici ore almeno 17 persone sono state uccise in una serie di attacchi israeliani nel sud del Libano, secondo il ministero della Salute di Beirut. Hezbollah ha rivendicato 13 attacchi contro le forze israeliane nel sud del Paese, mentre l’esercito israeliano ha ordinato l’evacuazione di diversi centri in vista di nuovi raid contro obiettivi del movimento sciita.

In una prima ondata di bombardamenti sono morte sette persone e altre 48 sono rimaste ferite. Due vittime sono state registrate a Deir Qanun Ras al Ain, nel distretto di Tiro. Altri raid hanno colpito Majdel Selm, Deir Qanun an Nahr e l’area tra Haddatha e Rashaf. A Burj ash Shamali, vicino a Tiro, sono stati segnalati due morti, tra cui un bambino, e 32 feriti. A Ebba, nel distretto di Nabatiye, i morti sono stati tre e i feriti cinque.

Tra gli episodi più gravi c’è il bombardamento dell’ospedale di Tebnin, nel distretto di Bint Jbeil, che ha provocato undici feriti tra personale sanitario e pazienti e gravi danni alla struttura. Dalla mattina il bilancio è salito con altri dieci morti. Tra le vittime ci sono un soccorritore ucciso ad Arabsalim, quattro lavoratori agricoli siriani colpiti nella zona di Hosh, lungo la strada di Mayadin, due lavoratori palestinesi uccisi sulla strada di Maamura e due persone estratte dalle macerie dopo un raid tra Siddiqin e Qana. Un’altra persona è morta in un attacco contro un veicolo a Tebnin. Raid e droni hanno colpito anche Bazuriye, Qana, Arzun, Srifa, Kfartebnit, Deir Zahrani, Khiam e altre località del sud.

Le forze israeliane hanno inoltre diffuso ordini di evacuazione per Sidone, Mazra’at Kawkariya al Riz e al Zarariya, chiedendo ai residenti di spostarsi “immediatamente” a nord del fiume Zahrani. Sono proseguite anche le demolizioni sistematiche di edifici a Debbin, Blat e Khiam, nelle aree investite dall’avanzata terrestre israeliana.

Attacchi Usa e rappresaglia iraniana

Nelle stesse ore si è aperto un nuovo fronte nel Golfo Persico. Gli Stati Uniti hanno condotto attacchi definiti “di autodifesa” sull’isola iraniana di Qeshm, dopo avere bloccato una petroliera battente bandiera del Botswana diretta verso un porto iraniano in violazione del blocco americano. Secondo il Comando centrale degli Stati Uniti, la nave non avrebbe rispettato gli avvertimenti ricevuti nell’arco di 24 ore e un velivolo statunitense avrebbe sparato un missile Hellfire nella sala macchine per fermarla.

La risposta iraniana è arrivata con missili e droni contro obiettivi statunitensi e regionali. I Pasdaran hanno rivendicato “attacchi missilistici precisi e concentrati” contro basi americane in Kuwait e hanno minacciato una risposta “sismica, schiacciante e decisiva” in caso di nuove azioni contro i confini e la sovranità iraniana. Teheran sostiene anche di avere preso di mira il quartier generale della Quinta Flotta statunitense in Bahrein e una base aerea americana nella regione.

Il Centcom ha dato una versione opposta. Secondo il comando americano, le forze statunitensi hanno neutralizzato diversi missili balistici e droni iraniani e hanno colpito obiettivi a Qeshm in risposta ai tentativi di attacco iraniani in Medio Oriente. “Tutti gli attacchi iraniani contro le forze americane sono falliti”, ha affermato il Centcom, definendo false le rivendicazioni dei Pasdaran. Due missili diretti verso il Kuwait non avrebbero raggiunto l’obiettivo o si sarebbero disintegrati in volo, mentre tre missili lanciati verso il Bahrein sarebbero stati intercettati dalle difese statunitensi e bahreinite.

Kuwait, un morto e aeroporto colpito

Il Kuwait ha però denunciato un attacco contro infrastrutture civili e vitali, compreso l’aeroporto internazionale. Il ministero degli Esteri ha riferito di un morto, diversi feriti e danni anche a missioni diplomatiche, condannando quella che ha definito “aggressione iraniana”. L’autorità per l’aviazione civile ha sospeso temporaneamente il traffico e dirottato i voli dopo i danni al Terminal 1.

Da Teheran il tono resta duro. Mohsen Rezaee, consigliere della Guida suprema, ha scritto su X che l’Iran non permetterà agli Stati Uniti di oltrepassare i limiti “né nei negoziati né nel processo di cessate il fuoco”. “La risposta a ogni colpo sparato e a ogni aggressione sarà una raffica di missili e droni”, ha avvertito. Il deputato Esmail Kosari, membro della Commissione sicurezza nazionale, ha aggiunto che “gli americani non capiscono altro che il linguaggio della forza” e ha accusato Washington di parlare di negoziati mentre compie azioni che li contraddicono

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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