Il primo ministro etiope Abiy Ahmed sta valutando la possibilità di candidarsi per un nuovo mandato, in un momento in cui il Paese affronta una delle fasi più delicate dalla fine della guerra del Tigray. Secondo fonti politiche e analisi riportate da media internazionali come il New York Times e Al Jazeera, il leader etiope starebbe sondando il terreno all’interno del suo partito e tra gli alleati regionali, mentre l’Etiopia è alle prese con un’economia in rallentamento, tensioni etniche e un quadro di sicurezza ancora instabile.
Abiy, premiato con il Nobel per la Pace nel 2019 per il suo accordo con l’Eritrea, ha visto la sua immagine internazionale offuscarsi negli anni successivi, soprattutto a causa del conflitto nel Tigray e delle accuse di violazioni dei diritti umani. Nonostante ciò, mantiene un forte controllo sulle istituzioni e un sostegno significativo in alcune regioni, in particolare tra chi vede nel suo governo l’unica forza in grado di garantire una fragile stabilità.
Sul fronte economico, l’Etiopia sta affrontando una crisi profonda: inflazione elevata, scarsità di valuta estera, aumento del debito e difficoltà nel rilanciare settori chiave come l’agricoltura e l’industria manifatturiera. Le riforme avviate da Abiy, tra cui la parziale liberalizzazione del settore delle telecomunicazioni e l’apertura agli investimenti stranieri, non hanno ancora prodotto i risultati sperati.
La sicurezza interna resta un altro punto critico. In diverse regioni, tra cui Oromia e Amhara, persistono violenze, insurrezioni locali e tensioni politiche che mettono alla prova la capacità del governo centrale di mantenere il controllo. Gli analisti avvertono che un nuovo mandato di Abiy potrebbe dipendere dalla sua capacità di presentarsi come garante dell’unità nazionale, nonostante le divisioni profonde che attraversano il Paese.





