In Iran la connessione a internet sta gradualmente tornando disponibile dopo mesi di interruzioni diffuse, restrizioni mirate e blocchi improvvisi che avevano isolato milioni di persone dal resto del mondo. Le autorità non hanno fornito spiegazioni dettagliate sul ripristino, ma la riattivazione progressiva della rete è stata confermata da organizzazioni indipendenti che monitorano la libertà digitale e da numerosi utenti che, nelle ultime ore, hanno segnalato un miglioramento significativo dell’accesso.
Le interruzioni, iniziate diversi mesi fa, erano state attribuite a motivi di sicurezza nazionale e a presunte minacce informatiche, ma osservatori internazionali e gruppi per i diritti umani avevano denunciato un uso politico dei blackout, spesso coincidenti con proteste locali, tensioni sociali o anniversari sensibili.
La mancanza di connettività aveva colpito duramente la vita quotidiana: dalle attività commerciali ai servizi bancari, fino alla comunicazione tra famiglie separate. Il ritorno della rete rappresenta un sollievo per attivisti, giornalisti e studenti, che avevano visto limitata la possibilità di accedere a informazioni indipendenti e di condividere contenuti con l’esterno.
Le piattaforme social, spesso rallentate o bloccate, stanno tornando operative, anche se permangono filtri e controlli che fanno parte dell’architettura di censura digitale del Paese. Organizzazioni come NetBlocks e Access Now hanno sottolineato che il ripristino non equivale a una normalizzazione completa: la rete rimane vulnerabile a nuove interruzioni e il governo mantiene un controllo capillare sulle infrastrutture.
Tuttavia, la riapertura parziale è vista come un segnale importante in un contesto di crescente pressione internazionale sulla tutela dei diritti digitali.





