Il primo ministro britannico Keir Starmer ha espresso apertamente la sua frustrazione per l’impatto che le politiche di Donald Trump e Vladimir Putin stanno avendo sui costi energetici del Regno Unito, in un momento in cui le bollette continuano a pesare sulle famiglie e sulle imprese. “Sono stufo di vedere i cittadini britannici pagare il prezzo delle manovre di questi leader”, ha dichiarato durante un’intervista a ITV News, collegando l’instabilità geopolitica globale all’aumento dei prezzi di gas e petrolio.
Secondo Starmer, le tensioni internazionali — dal conflitto in Medio Oriente alle restrizioni sul commercio energetico tra Russia e Europa — stanno alimentando una spirale di rincari che il governo britannico fatica a contenere. Il premier ha accusato Trump di “aver destabilizzato i mercati energetici con decisioni impulsive e accordi bilaterali che ignorano la cooperazione internazionale”, mentre ha definito Putin “il principale responsabile della crisi dei prezzi del gas” per la sua strategia di pressione economica sull’Occidente.
Le parole di Starmer arrivano in un contesto di crescente malcontento interno: il costo della vita è tornato al centro del dibattito politico e le famiglie britanniche affrontano aumenti fino al 40% sulle bollette. Il governo ha promesso nuovi incentivi per accelerare la transizione verso fonti rinnovabili, ma gli analisti avvertono che la dipendenza dalle importazioni energetiche resta un nodo irrisolto.
Mentre Londra cerca di rafforzare i legami con i partner europei e asiatici per diversificare le forniture, Starmer ha ribadito che “l’energia non può essere ostaggio della geopolitica”. Il suo sfogo, diretto e inusuale per un leader noto per la moderazione, riflette la crescente pressione politica di un Paese che si trova a pagare il prezzo delle tensioni tra Washington, Mosca e i mercati globali.





