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“Artigianale” solo se è vero: entra in vigore la nuova norma anti-abusi

“Artigianale” solo se è vero: entra in vigore la nuova norma anti-abusi

Soddisfatta la Cna. Stretta sull’uso del termine in pubblicità: sanzioni fino all’1% del fatturato per chi inganna i consumatori
venerdì, 10 Aprile 2026
1 minuto di lettura

La parola “artigianale” non potrà più essere usata con leggerezza, né tantomeno con fantasia. Entra in vigore la norma introdotta dalla legge annuale per le PMI che riordina e disciplina in modo stringente l’utilizzo del riferimento all’artigianato nella comunicazione commerciale di prodotti e servizi.

Il punto di svolta

Si tratta di un cambiamento atteso, che segna un punto di svolta anche per i consumatori: da oggi, leggere “artigianale” significherà poter contare su una promessa autentica. Dietro quel termine dovrà esserci davvero un artigiano, con competenze, esperienza e lavoro reale.

Sanzioni efficaci

Un risultato ottenuto anche grazie all’impegno della Cna, che ha sostenuto la necessità di una regolamentazione chiara ed efficace. E altrettanto efficaci si preannunciano le sanzioni previste: chi utilizzerà impropriamente la dicitura rischia una multa pari all’1% del fatturato, con un minimo di 25mila euro. Un deterrente concreto contro pratiche di marketing scorrette.

Una professione non uno slogan

La norma ristabilisce così un principio essenziale: l’artigianato non è uno slogan, ma un mestiere. Una misura che rafforza la tutela della qualità e dell’identità artigiana, proteggendo al tempo stesso i consumatori, spesso penalizzati da forme di concorrenza sleale da parte di imprese non artigiane.

I settori dove si farà chiarezza

Le conseguenze saranno tangibili in molti settori. Il gelato “artigianale”, ad esempio, non potrà più derivare da preparati industriali, ma dovrà nascere in laboratorio, attraverso lavorazioni reali. Lo stesso vale per l’arredo: un “tavolo artigianale” non potrà limitarsi a un effetto estetico, ma dovrà essere il risultato di una lavorazione autentica del legno.

Etichette vere non accattivanti

E ancora, per l’abbigliamento sartoriale non basteranno etichette accattivanti: servirà il lavoro di un vero sarto. Analogamente, anche la “pizza artigianale” dovrà distinguersi per processi genuini, tempi di lievitazione adeguati e assenza di scorciatoie industriali.

Necessari controlli capillari

“Siamo molto soddisfatti per l’importante novità normativa”, sottolinea il presidente Cna, Dario Costantini, “che rappresenta un traguardo fondamentale per l’artigianato. Ora è essenziale assicurare controlli capillari da parte delle autorità competenti, a garanzia degli artigiani e soprattutto dei consumatori”.

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