Nuove nubi all’orizzonte nel capitolo Russia-Ucraina-Occidente dopo che la guerra è tornata a investire direttamente il territorio di un Paese membro della Nato. Un drone attribuito dalle autorità rumene a Mosca ha colpito nella notte tra giovedì e venerdì un edificio residenziale a Galati, nel sud-est della Romania: due feriti il responso finale. Un fatto di cronaca assolutamente grave che chiaramente apre una nuova fase di tensione tra il Cremlino e l’Alleanza Atlantica. Secondo il ministero della Difesa di Bucarest il velivolo faceva parte di uno sciame di 43 droni lanciati contro obiettivi ucraini nelle aree prossime al confine romeno. Durante l’attacco uno degli ordigni ha quindi attraversato lo spazio aereo nazionale e si è schiantato su un condominio che ha preso fuoco. Le autorità locali hanno definito l’episodio una “grave e irresponsabile escalation” e per questo motivo hanno avvertito immediatamente Nato e partner europei.
La risposta dell’Alleanza
Il Segretario generale Mark Rutte ha contattato il Presidente romeno Nicusor Dan per esprimere solidarietà e confermare l’impegno della Nato nella difesa del territorio alleato: “Siamo pronti a difendere ogni centimetro del territorio degli alleati” ha detto per poi annunciare un ulteriore rafforzamento delle capacità di deterrenza e difesa contro minacce come i droni.
Aiuto alla Romania
Bucarest ha chiesto un’accelerazione nel trasferimento di sistemi anti-drone e di difesa aerea. Al termine della riunione del Consiglio Supremo di Difesa il Presidente Dan ha annunciato che l’Alleanza trasferirà parte delle proprie capacità difensive in Romania come soluzione temporanea, in attesa della modernizzazione dei sistemi nazionali finanziata anche attraverso i fondi europei del programma Safe. L’incidente ha ovviamente suscitato una reazione compatta anche da parte delle istituzioni europee. La Presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha parlato di una nuova linea oltrepassata dalla Russia e ha confermato la preparazione del ventunesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca.
Sulla stessa linea l’Alta rappresentante per la politica estera Kaja Kallas, secondo cui l’attacco costituisce una violazione della sovranità romena e dello spazio aereo europeo.
Escalation irresponsabile
Dall’Italia sono arrivate condanne da maggioranza e opposizione. Giorgia Meloni ha definito l’accaduto “un atto gravissimo” che mette a rischio la sicurezza europea e dimostra come la guerra di aggressione russa continui a colpire civili innocenti senza rispettare alcun limite. Il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha parlato di una escalation “pericolosa e irresponsabile” e ha ribadito che la sicurezza della Romania coincide con quella dell’intera Alleanza. Maurizio Lupi ha definito l’incursione una provocazione destinata a rafforzare il sostegno dell’Europa a Kiev. Anche le opposizioni hanno espresso solidarietà a Bucarest. Elly Schlein ha condannato lo sconfinamento in territorio europeo e chiesto un rafforzamento degli sforzi diplomatici per arrivare a un cessate il fuoco. Carlo Calenda ha sostenuto che il rischio di un coinvolgimento diretto di un Paese europeo non può più essere sottovalutato. Giuseppe Conte ha condannato l’episodio, ma nello stesso tempo ha invitato la comunità internazionale a mantenere la stessa attenzione verso tutte le crisi aperte.
Mosca nega e attacca
Dal Cremlino è arrivata una risposta di segno opposto. Vladimir Putin ha respinto le accuse e anzi ha sostenuto che non sia possibile attribuire con certezza l’origine del velivolo senza un’indagine tecnica. Il Presidente russo ha persino ipotizzato che il drone possa essere ucraino e per questo motivo ha chiesto alle autorità romene di consegnarne i resti per consentire verifiche indipendenti. Mosca respinge inoltre le accuse occidentali di voler estendere il conflitto oltre l’Ucraina. Putin ha definito “una menzogna grossolana” le ricostruzioni secondo cui la Russia starebbe preparando attacchi contro Paesi europei, accusando l’Occidente di alimentare deliberatamente una narrativa ostile.
Toni ancora più duri sono arrivati da Dmitry Medvedev. Il Vicepresidente del Consiglio di sicurezza ha accusato le autorità europee di essere “entrate unilateralmente in guerra con la Russia”. In una serie di messaggi pubblicati sui social ha sostenuto che i Paesi dell’Unione partecipano già al conflitto attraverso la fornitura di armi e intelligence all’Ucraina, avvertendo i cittadini europei che “i sonni tranquilli sono finiti”.





