La Casa Bianca ha annunciato la rimozione di Pam Bondi dal ruolo di procuratrice generale, una decisione che ha colto di sorpresa osservatori politici e funzionari federali. La comunicazione è arrivata nel tardo pomeriggio, con una nota asciutta che confermava la volontà del presidente Donald Trump di procedere “con effetto immediato” alla sostituzione della funzionaria, senza fornire dettagli sulle motivazioni.
Fonti vicine all’amministrazione parlano di tensioni crescenti nelle ultime settimane, legate alla gestione di alcuni dossier sensibili e alla linea da adottare in indagini di alto profilo. Bondi, già procuratrice generale della Florida e figura di spicco nel panorama repubblicano, era stata nominata per rafforzare il fronte giudiziario dell’esecutivo.
La sua rimozione apre ora interrogativi sulla direzione che la Casa Bianca intende imprimere al Dipartimento di Giustizia in un momento segnato da procedimenti complessi e da un clima politico particolarmente teso. Secondo ricostruzioni riportate da diversi media statunitensi, la frattura sarebbe maturata attorno alla gestione di alcune indagini federali considerate strategiche dall’amministrazione.
La notizia ha immediatamente generato reazioni contrastanti a Washington. Alcuni parlamentari hanno chiesto chiarimenti sulle ragioni del licenziamento, mentre altri hanno sottolineato che il presidente mantiene piena discrezionalità nella scelta dei vertici del Dipartimento. Bondi, da parte sua, non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche, limitandosi a confermare di aver ricevuto la comunicazione ufficiale e di essere “grata per l’opportunità di servizio”.
Nel frattempo, la Casa Bianca ha fatto sapere che un procuratore ad interim verrà nominato nelle prossime ore, in attesa di individuare un successore stabile.





