Il Direttore Generale dell’INPS, Valeria Vittimberga, intervenendo al convegno “Oltre gli incentivi: come intervenire sulle asimmetrie di genere” presso Palazzo Wedekind, ha sottolineato che «gli incentivi sono importanti, ma rappresentano una risposta solo parziale».
«Le disuguaglianze di genere – ha spiegato – nascono da fattori più profondi, culturali, educativi ed economici. Per questo serve una domanda più ambiziosa: come trasformarle in politiche strutturali e durature?».
Tra le priorità, la parità retributiva: «Non basta affermarla, va resa concreta con strumenti di trasparenza e misurazione». E sulla genitorialità: «Finché sarà percepita come un limite per le donne, non ci sarà vera equità. Serve una condivisione più equilibrata, anche attraverso un maggiore utilizzo dei congedi da parte degli uomini».
Richiamato anche il tema del lavoro di cura: «È essenziale, ma ancora troppo poco riconosciuto, e questo rischia di penalizzare i diritti futuri».
Sul ruolo dei dati, Vittimberga ha ribadito: «Solo ciò che è misurato diventa governabile. L’INPS non è solo un ente erogatore, ma un attore capace di leggere e orientare i fenomeni».
«La parità di genere – ha concluso – non è solo giustizia sociale, ma condizione per la crescita del Paese. Non c’è sviluppo senza piena partecipazione femminile».





