Gli italiani continuano a consumare troppo sale. Nonostante i miglioramenti registrati nell’ultimo decennio, i livelli medi restano superiori rispetto alle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che raccomanda di non superare i 5 grammi al giorno.
A evidenziarlo sono i dati preliminari dell’indagine nazionale Italian Health Examination Survey – Progetto Cuore 2023-2025, diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità in occasione della Salt Awareness Week 2026, la settimana mondiale dedicata alla sensibilizzazione sulla riduzione del consumo alimentare di sale.
Secondo l’indagine, che coinvolge 17 Regioni italiane, nella fascia tra i 35 e i 74 anni gli uomini consumano in media 9,3 grammi di sale al giorno, mentre le donne si attestano a 7,1 grammi. Numeri che restano ben oltre la soglia consigliata dall’Oms. Solo una quota limitata della popolazione riesce infatti a mantenersi entro i livelli raccomandati: l’11% degli uomini e il 24% delle donne.
Quadro stabile
Il quadro, spiegano gli esperti, appare sostanzialmente stabile rispetto al biennio 2018-2019. Ma guardando agli ultimi dieci anni emerge comunque un miglioramento: tra il periodo 2008-2012 e quello 2018-2019 il consumo medio di sale nella popolazione adulta italiana si riduce di circa il 12%.
Un risultato che l’Istituto Superiore di Sanità collega anche alle campagne promosse dal Ministero della Salute attraverso il programma “Guadagnare Salute” e il Piano Nazionale della Prevenzione.
Il tema resta però centrale per la salute pubblica. Un eccesso di sale nell’alimentazione rappresenta infatti uno dei principali fattori di rischio per ipertensione e malattie cardiovascolari. Gli esperti ricordano inoltre il legame con altre patologie, tra cui tumori, malattie renali e osteoporosi.
Prodotti industriali
Molto del sale consumato quotidianamente non dipende soltanto da quello aggiunto a tavola, ma anche dai prodotti industriali, dai cibi pronti e dagli alimenti confezionati. Pane, snack, salumi, formaggi, salse e piatti preparati incidono spesso più del sale utilizzato in cucina. Per questo la World Action on Salt, Sugar and Health indica alcune azioni pratiche per ridurre il consumo quotidiano sotto la soglia dei 5 grammi.
Tra le indicazioni: utilizzare erbe aromatiche, spezie, aglio e agrumi al posto del sale; scegliere prodotti meno salati leggendo le etichette; ridurre il sale durante la preparazione dei cibi; evitare di portare in tavola salse salate e aumentare il consumo di frutta, verdura e legumi.





