Nel giorno dedicato alle foreste, Greenpeace Africa ha lanciato un appello pressante al governo del Camerun affinché acceleri le riforme necessarie a garantire i diritti delle comunità che vivono nelle aree boschive.
L’organizzazione denuncia che, nonostante anni di promesse, la gestione delle foreste rimane segnata da concessioni opache, sfruttamento intensivo e scarsa partecipazione delle popolazioni locali ai processi decisionali.
Un quadro che, secondo gli attivisti, mette a rischio non solo l’ambiente, ma anche la sopravvivenza culturale ed economica di migliaia di persone. Il Camerun ospita una delle più vaste coperture forestali dell’Africa centrale, un patrimonio cruciale per la biodiversità globale e per l’assorbimento delle emissioni di carbonio.
Tuttavia, la pressione dell’industria del legname, delle piantagioni agroindustriali e delle attività minerarie continua a erodere territori tradizionalmente gestiti da comunità indigene. Greenpeace Africa sostiene che le attuali normative non garantiscano un reale controllo da parte delle popolazioni locali, spesso escluse dalle consultazioni o informate solo a decisioni già prese.
Gli attivisti chiedono un’accelerazione delle riforme sulla governance forestale, con regole più trasparenti, meccanismi di monitoraggio indipendenti e un riconoscimento formale dei diritti fondiari delle comunità. Senza questi interventi, avvertono, il rischio è quello di alimentare conflitti sociali e di compromettere irreversibilmente ecosistemi già fragili.
Le autorità camerunesi hanno ribadito il loro impegno per una gestione sostenibile, ma le organizzazioni ambientaliste denunciano ritardi e resistenze interne.
In occasione della Giornata internazionale delle foreste, il messaggio di Greenpeace Africa risuona come un monito: proteggere gli alberi significa proteggere le persone che da essi dipendono. E senza un cambiamento rapido e strutturale, il Camerun rischia di perdere uno dei suoi beni più preziosi.





