Il governo del Bahrein ha denunciato che un drone iraniano ha colpito e danneggiato un impianto di desalinizzazione, ferendo tre persone e sollevando nuove preoccupazioni sulla sicurezza delle infrastrutture civili nella regione. Le autorità di Manama hanno definito l’attacco “un’aggressione indiscriminata contro obiettivi civili”, sottolineando che il sito colpito è essenziale per la fornitura di acqua potabile in un Paese che dipende quasi interamente dalla desalinizzazione. Le immagini diffuse mostrano fumo denso levarsi dall’area dell’impianto, mentre squadre di emergenza lavoravano per contenere i danni e garantire la continuità del servizio. L’episodio arriva mentre l’Iran prosegue la sua campagna di raid contro diversi Stati del Golfo, nonostante le recenti dichiarazioni del presidente Masoud Pezeshkian, che aveva promesso una sospensione degli attacchi verso i Paesi vicini salvo aggressioni provenienti dal loro territorio.
La realtà sul campo racconta invece un’escalation che coinvolge sempre più infrastrutture critiche: oltre al Bahrein, anche Qatar ed Emirati Arabi Uniti hanno segnalato esplosioni e tentativi di attacco nelle ultime 48 ore. Secondo fonti regionali, si tratta della prima volta che un impianto di desalinizzazione viene colpito direttamente durante il conflitto, un precedente che preoccupa profondamente le monarchie del Golfo, la cui sicurezza idrica è considerata una vulnerabilità strategica.
L’Iran, dal canto suo, accusa gli Stati Uniti di aver colpito un proprio impianto di desalinizzazione sull’isola di Qeshm e sostiene che l’attacco in Bahrein sia una risposta a quella operazione. L’episodio rischia di aprire un nuovo fronte nella crisi in corso, spostando il conflitto verso obiettivi civili e infrastrutture essenziali.





