Cna, Confartigianato e Casartigiani condividono l’approccio prudente del Governo nella lettura dei conti pubblici, ma mettono in guardia: il rigore, da solo, non basta. Senza politiche strutturali su energia, accesso al credito e competitività, le prospettive economiche restano deboli e incerte. È il messaggio lanciato dalle tre confederazioni nel corso dell’audizione davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato sul Documento di finanza pubblica. Il quadro macroeconomico, sottolineano, è in peggioramento: per il 2026 la crescita del Pil italiano è stimata allo 0,6%, un dato inferiore alle attese e tra i più bassi in Europa.
Piccole e micro imprese nei guai
A pesare sono soprattutto le tensioni geopolitiche e un nuovo shock energetico. L’aumento dei prezzi di gas, energia elettrica e carburanti sta colpendo duramente il sistema produttivo, con effetti particolarmente rilevanti sulle micro e piccole imprese, già indebolite dalle crisi degli ultimi anni. I rincari comprimono i margini, frenano gli investimenti e alimentano un clima diffuso di incertezza.
Credito e crisi, nodi da affrontare
A questo si aggiungono una domanda interna debole e un accesso al credito sempre più difficile, soprattutto per le realtà di minore dimensione. Anche il contributo dell’export appare più fragile, condizionato dalla volatilità dei mercati internazionali.
Necessari interventi tempestivi
Le tre confederazioni esprimono quindi forte preoccupazione per una fase economica che rischia di deteriorarsi ulteriormente, con possibili ricadute su produzione e occupazione. In assenza di interventi tempestivi, avvertono, il rallentamento potrebbe trasformarsi in una nuova fase recessiva.
Costi energia troppo alti
Da qui l’appello ad agire subito. In primo luogo, contenere l’impatto dei costi energetici con misure efficaci e strutturali, capaci di sostenere la competitività delle imprese e il potere d’acquisto delle famiglie. Parallelamente, diventa indispensabile migliorare l’accesso al credito, rafforzando il principio di proporzionalità nelle regole bancarie e sostenendo in modo più incisivo i finanziamenti alle micro e piccole imprese.
Meno burocrazia e più risorse
Infine, le associazioni chiedono un cambio di approccio a livello europeo: le crisi non sono più eventi eccezionali e richiedono strumenti comuni, automatici e tempestivi per fronteggiare gli shock esterni. Sul piano interno, invece, la priorità resta accelerare verso uno “Stato semplice”, riducendo burocrazia e complessità amministrativa per liberare risorse e favorire gli investimenti.





