Restano in stallo i negoziati tra Stati Uniti e Iran, mentre la crisi nello Stretto di Hormuz continua a pesare sulla sicurezza marittima e sui mercati energetici. La nuova proposta di Teheran prevede la riapertura dello Stretto e la fine delle ostilità, ma rinvia a una fase successiva il dossier nucleare, punto che Washington considera centrale. Secondo Reuters, Trump ne ha discusso con i consiglieri per la sicurezza nazionale, senza una decisione definitiva.
La Casa Bianca ha ribadito le proprie condizioni. L’Iran deve garantire la libertà di navigazione a Hormuz e rinunciare all’uranio arricchito. “Siamo stati chiari sulle nostre linee rosse”, ha fatto sapere Washington. Il segretario di Stato Marco Rubio ha insistito sul nucleare, accusando Teheran di usare Hezbollah, Hamas e le milizie irachene per estendere la propria influenza regionale.
Da parte iraniana, la linea resta opposta. Il rappresentante di Teheran all’Onu, Amir Saeid Iravani, ha denunciato il blocco marittimo statunitense come una violazione del diritto internazionale e ha parlato di sequestri illegali di navi commerciali iraniane. Il regime chiede “garanzie credibili” contro nuovi attacchi nel Golfo prima di considerare stabile la navigazione.
Anche sul piano politico, Teheran respinge le richieste americane. “Gli Stati Uniti non sono più in grado di dettare la propria politica a nazioni indipendenti”, ha dichiarato il portavoce del ministero della Difesa iraniano Reza Talaei Nik. La presidenza iraniana sostiene che Washington sappia che l’Iran non vuole l’arma atomica, ma non accetti la sua autonomia strategica.
Petroliera intercettata e Prezzi in rialzo
La tensione è aumentata dopo l’intercettazione della petroliera M/T Stream da parte del cacciatorpediniere statunitense Uss Rafael Peralta. Secondo il Centcom, la nave tentava di dirigersi verso un porto iraniano. Teheran ha definito episodi di questo tipo “atti di pirateria”.
Intanto arrivano segnali limitati dal traffico energetico. Secondo dati Kpler citati da Afp, la nave Gln Mubaraz, controllata da Adnoc, ha lasciato il Golfo con oltre 132mila metri cubi di gas naturale liquefatto a bordo, primo caso del genere dall’inizio della guerra. Il passaggio, però, non indica ancora una normalizzazione della rotta.
Il blocco di Hormuz continua a riflettersi sui prezzi. Il Brent è tornato sopra quota 109 dollari al barile, mentre il Wti si è attestato sopra i 97 dollari. Anche l’Unione europea ha espresso preoccupazione. L’Alta rappresentante Kaja Kallas ha avvertito che l’aumento dei prezzi dell’energia danneggia sia Europa sia Asia e che la libertà di navigazione deve restare garantita.





