Gli Stati Uniti hanno chiesto allo Sri Lanka di non rimpatriare né i sopravvissuti dell’IRIS Dena — la fregata iraniana affondata da un sottomarino americano al largo dell’isola — né l’equipaggio dell’IRIS Booshehr, attualmente trattenuto dalle autorità di Colombo. La richiesta, contenuta in un promemoria interno del Dipartimento di Stato, riflette la crescente preoccupazione di Washington per l’uso politico che Teheran potrebbe fare dei marinai rimpatriati, trasformandoli in strumenti di propaganda in un momento di forte tensione regionale.
Secondo il documento, gli Stati Uniti temono che l’Iran possa sfruttare il ritorno dei marinai per alimentare la narrativa di un’aggressione americana ingiustificata, soprattutto dopo che l’affondamento dell’IRIS Dena — il primo attacco navale diretto degli USA contro una nave iraniana dalla Seconda guerra mondiale — ha già sollevato interrogativi sul diritto internazionale e sulla condotta delle operazioni navali. Lo Sri Lanka, che ha soccorso i superstiti e ospita l’equipaggio della seconda nave, si trova ora al centro di un delicato equilibrio diplomatico. Da un lato, Colombo deve gestire le pressioni statunitensi; dall’altro, non può ignorare le relazioni con Teheran, che chiede il rientro immediato dei suoi cittadini.
Washington, nel frattempo, insiste affinché i marinai non vengano consegnati all’Iran, suggerendo che la loro presenza sull’isola riduca il rischio di un’escalation comunicativa da parte del regime. Il caso si inserisce in un quadro regionale già instabile, con l’Iran impegnato su più fronti e gli Stati Uniti determinati a contenere la sua influenza. La gestione dei marinai potrebbe diventare un test significativo per la diplomazia di Colombo, chiamata a muoversi tra due potenze in competizione senza compromettere la propria neutralità strategica.





