Dopo le ripetute dichiarazioni del Presidente statunitense Donald Trump su presunte fratture nel sistema politico iraniano, i vertici della Iran hanno reagito con una serie di messaggi coordinati per ribadire la compattezza del Paese. Il Capo della magistratura Gholamhossein Mohseni-Ejei ha attaccato le letture occidentali della politica interna di Teheran, sostenendo che le definizioni di “hardliner” e “moderati” sarebbero costruzioni prive di fondamento reale. In un messaggio pubblicato su X ha affermato che tutte le correnti politiche iraniane mantengono “unità, coesione e fedeltà” alle indicazioni del Leader della Rivoluzione.
Sulla stessa linea il Presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e il Presidente Masoud Pezeshkian, che hanno diffuso un testo identico sui social: “In Iran non esistono estremisti o moderati; siamo tutti iraniani, uniti in un legame di ferro tra popolo e Stato, con piena obbedienza al Leader Supremo”.
Anche il Ministro degli Esteri Abbas Araqchi ha ribadito la linea ufficiale, dichiarando che “il campo di battaglia e la diplomazia sono due facce della stessa guerra, completamente coordinate”, aggiungendo che gli iraniani sarebbero “più uniti che mai”.
Risposta diretta
Le prese di posizione vengono interpretate come una risposta diretta alla narrativa americana sulle divisioni interne alla Repubblica Islamica. Il messaggio lanciato da Teheran punta invece a mostrare un sistema politico compatto e saldamente allineato alla guida del Leader Supremo Ali Khamenei.





