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Usa-Iran, colloqui incerti a Islamabad. Trump esclude proroga della tregua, l’Ue prepara sanzioni su Hormuz

Iran, potere ai Pasdaran. Hormuz, Trump: colpiremo chi posa mina nello stretto

La leadership iraniana sempre più influenzata dai militari. L’Italia richiama alla sicurezza delle rotte e valuta nuove sanzioni verso Israele. Incerti i negoziati tra Washington e Teheran
venerdì, 24 Aprile 2026
2 minuti di lettura

Più potere ai Pasdaran che accentrano le decisioni e ridimensionano i vertici istituzionali. La Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, eserciterebbe un’autorità limitata, mentre le leve decisive su guerra, sicurezza e diplomazia sarebbero ormai nelle mani dei vertici dei Pasdaran. Lo riferiscono fonti citate dal New York Times, confermando le indiscrezioni sulle nuove gerarchie interne al regime.

Tensioni interne e ruoli ridotti

Secondo queste ricostruzioni, un ristretto consiglio di comandanti delle Guardie della Rivoluzione islamica avrebbe assunto la guida strategica del Paese. Il presidente Masoud Pezeshkian e il ministro degli Esteri Abbas Araghchi resterebbero relegati a ruoli marginali, mentre Khamenei si limiterebbe a ratificare decisioni già prese dai vertici militari, con cui intrattiene rapporti consolidati. Analisti e osservatori sottolineano come il nuovo leader non sia ancora pienamente al comando e dipenda dai generali anche per consolidare la propria legittimazione politica dopo la successione ad Ali Khamenei.

Trump: fuoco su chi posa mina a Hormuz

Sul fronte militare, gli Stati Uniti alzano il livello di allerta nello Stretto di Hormuz. Il presidente Donald Trump ha ordinato alla Marina di aprire il fuoco contro qualsiasi imbarcazione impegnata nel posizionamento di mine nelle acque strategiche del Golfo. “Non dovrà esserci alcuna esitazione”, ha dichiarato, precisando che le operazioni di bonifica sono già in corso e saranno intensificate fino a triplicarne il livello.

Tajani : sicurezza delle rotte cruciali

L’Italia ribadisce la centralità della libertà di navigazione. “La sicurezza delle rotte è cruciale”, ha affermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani durante il question time al Senato, sottolineando l’impegno del governo a sostegno delle imprese esportatrici. Roma guida missioni navali europee nel Mar Rosso, nell’Oceano Indiano e nel Mediterraneo e sostiene il rafforzamento della missione europea Aspides. In caso di tregua stabile, l’Italia è pronta a contribuire anche nello Stretto di Hormuz con partner internazionali.

Caro energia, sostegni dal Governo

Sul fronte economico, il governo ha attivato misure di sostegno alle imprese: finanziamenti agevolati, contributi a fondo perduto fino al 30% e maggiori garanzie pubbliche per l’accesso al credito. Resta però alta l’attenzione sull’impatto energetico della crisi: “Il caro energia è un problema reale”, ha avvertito Tajani, escludendo tuttavia scenari immediati di emergenza.

Linea dura dell’Italia

Netta la posizione italiana sulla Cisgiordania. “Ogni ipotesi di annessione è inaccettabile”, ha dichiarato Tajani, ribadendo il sostegno alla soluzione dei due Stati come unica via per una pace duratura. Il ministro ha confermato l’appoggio alle sanzioni europee contro i coloni responsabili di violenze e ha definito “azioni criminali inaccettabili” quelle che compromettono ogni prospettiva negoziale.

Nuove sanzioni europee

L’Italia, insieme ad altri partner UE, sta lavorando a nuove sanzioni contro i coloni estremisti. Tra le misure allo studio anche restrizioni alle importazioni di beni prodotti nei territori occupati della Cisgiordania, con l’obiettivo di colpire le fonti di finanziamento delle reti più radicali. “La politica degli insediamenti deve finire”, ha ribadito Tajani, denunciando il deterioramento della situazione sul terreno.

Negoziati USA-Iran, nessuna data

Resta incerto il percorso diplomatico tra Stati Uniti e Iran. Il Pakistan continua a mediare per un secondo round di negoziati, ma al momento non è stata fissata alcuna data. Il ministro dell’Interno pakistano Mohsin Naqvi ha confermato che Islamabad prosegue gli sforzi per favorire il dialogo, auspicando progressi concreti. L’estensione del cessate il fuoco decisa da Washington viene considerata un segnale positivo, ma la strada verso una soluzione resta ancora lunga e priva di un calendario definito.

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