0
Piano Iran Trump: scetticismo e rischio escalation militare
Il Presidente USA, Donald Trump

Escalation nel Golfo, Trump attacca Teheran: pagherà il prezzo. L’Iran risponde con droni e missili

Teheran colpisce basi Usa nella regione, mentre si infiamma anche lo scontro verbale tra Erdogan e Netanyahu. Arrestato a Teheran il dissidente Sadegh Zibakalam.
giovedì, 11 Giugno 2026
2 minuti di lettura

Nuovo duro attacco del presidente degli Stati Uniti Donald Trump nei confronti della Repubblica Islamica. In un messaggio pubblicato su Truth Social, il capo della Casa Bianca ha accusato Teheran di aver perso l’occasione di raggiungere un accordo diplomatico con Washington.

L’Iran è solo chiacchiere e niente fatti. Il bullo del Medio Oriente è morto. Hanno impiegato troppo tempo per negoziare un accordo che sarebbe stato ottimo per loro, ora dovranno pagarne il prezzo”, ha scritto Trump, rivendicando la risposta militare americana dopo l’abbattimento di un elicottero statunitense nello Stretto di Hormuz.

Il presidente Usa ha inoltre sostenuto che le forze armate iraniane sarebbero state pesantemente indebolite: “L’esercito iraniano è un disastro totale. Gran parte di esso, come la Marina e l’Aeronautica, non esiste nemmeno più: è stato completamente sconfitto”.

Attacchi iraniani contro basi Usa nel Golfo

La risposta di Teheran non si è fatta attendere. Nelle ultime ore l’Iran ha lanciato droni e missili contro installazioni militari statunitensi in Bahrein, Kuwait e Giordania. Secondo le prime informazioni, gli attacchi non avrebbero provocato vittime.

In Bahrein il ministero dell’Interno ha annunciato l’attivazione delle sirene antiaeree dopo la segnalazione di un attacco contro una base americana presente nel Paese. Le autorità hanno invitato cittadini e residenti a mantenere la calma e a raggiungere i rifugi più vicini.

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno successivamente rivendicato l’operazione, sostenendo di aver colpito la Quinta Flotta degli Stati Uniti, schierata nel Golfo Persico.

Pezeshkian: L’Iran non si arrenderà

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha ribadito la linea di fermezza della Repubblica Islamica.

La guerra non è certamente nell’interesse dell’Iran, ma se il nemico cerca di usare la forza e le minacce e di ledere la dignità e il territorio dell’Iran, non ci arrenderemo mai né faremo passi indietro”, ha dichiarato.

Il capo dello Stato ha inoltre respinto l’idea che i bombardamenti possano costringere Teheran alla resa.

Arrestato il dissidente Zibakalam

Nel frattempo, a Teheran è stato arrestato il noto politologo e attivista Sadegh Zibakalam, ex professore dell’Università di Teheran e tra le voci critiche più conosciute del Paese.

Secondo l’agenzia Tasnim, vicina ai Guardiani della Rivoluzione, il docente avrebbe violato le restrizioni imposte dalla magistratura che gli vietavano attività mediatiche e pubblicazioni sui social network.

L’arresto sarebbe stato deciso dopo alcune dichiarazioni rilasciate in una recente intervista televisiva, nella quale Zibakalam aveva definito l’ex Guida Suprema Ali Khamenei «la spina dorsale degli estremisti» iraniani, esprimendo inoltre dubbi sulla capacità del successore Mojtaba Khamenei di consolidare un potere analogo a quello del padre.

Crosetto, l’impegno della Marina italiana

Dalla Sicilia, a margine delle celebrazioni per la Giornata della Marina Militare, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha sottolineato l’importanza strategica dello Stretto di Hormuz.

«Abbiamo tutti ben chiaro cosa significhi presidiare distretti fondamentali che sembravano lontani, come Hormuz, ma dai quali dipendono la nostra economia, la nostra vita quotidiana e la sicurezza delle famiglie italiane», ha affermato.

Crosetto ha poi ricordato il ruolo svolto dalle Forze Armate italiane nelle missioni internazionali, evidenziando il sacrificio di uomini e donne impegnati per mesi lontano dalle proprie famiglie per la tutela degli interessi nazionali.

Erdogan contro Israele: è una minaccia per l’umanità

Sul fronte politico si intensifica anche lo scontro tra Turchia e Israele. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha definito Israele «una minaccia per l’umanità» e ha nuovamente paragonato il premier Benjamin Netanyahu ad Adolf Hitler.

Intervenendo in Parlamento, Erdogan ha sostenuto che “il silenzio e l’inazione davanti alle azioni del governo israeliano ricordano quanto accadde di fronte alla follia di Hitler”, accusando Netanyahu di condurre una politica «genocidaria» nella Striscia di Gaza.

La replica di Netanyahu

Immediata la risposta del premier israeliano. Netanyahu ha accusato Erdogan di essere «un dittatore antisemita» che sostiene Hamas, reprime il dissenso interno e perseguita gli oppositori politici.

“È l’ultima persona che può impartire lezioni morali allo Stato di Israele”, ha dichiarato il leader israeliano, ribadendo che Israele continuerà ad agire “con determinazione contro l’Iran e i suoi alleati”, ritenuti una minaccia per la sicurezza del Medio Oriente e della comunità internazionale.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto:

Potrebbero interessarti

“Volo Roma – Teheran”, uno spettacolo racconta la violenza sulle donne

Quanti sono i volti della violenza? Nella giornata di oggi…

“Uguali per Costituzione”. Ma con tante difficoltà

Non spera e nemmeno auspica, Ernesto Maria Ruffini ha fede. Da servitore…