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Psicologia sociale delle reti neurali artificiali. AI divide quale nuovo fenomeno di diseguaglianza sociale

Psicologia sociale delle reti neurali artificiali. AI divide quale nuovo fenomeno di diseguaglianza sociale

giovedì, 5 Marzo 2026
1 minuto di lettura

Preparandomi per un ciclo di seminari come docente in psicologia sociale delle reti neurali artificiali e digital human presso l’Università Telematica degli Studi IUL (corso di laurea in comunicazione innovativa, digitale e multimediale presieduta dalla Prof.ssa Caterina Ferrini), mi sono imbattuto un uno studio psicosociale molto affascinante.

L’accelerazione delle tecnologie emergenti in particolare dei sistemi generativi e delle reti neurali artificiali, sta producendo una nuova forma di disuguaglianza: l’AI Divide, definito dall’ONU come una frattura crescente nell’accesso, nelle competenze e nelle opportunità legate all’IA.

La letteratura scientifica più recente conferma che questo divide non è solo digitale, ma cognitivo, culturale e generazionale. Le ricerche internazionali convergono su tre dimensioni fondamentali dell’AI Divide: Access Divide — disuguaglianze nell’accesso a strumenti, infrastrutture e servizi basati su IA; Skills Divide — differenze nelle competenze necessarie per comprendere, usare e governare l’IA; Outcome Divide — disparità nei benefici ottenuti dall’adozione dell’IA in termini di lavoro, salute, partecipazione e qualità della vita.

L’ANNet Divide (Artificial Neural Networks Divide) rappresenta un livello ulteriore: la distanza tra chi sa interagire con sistemi complessi basati su reti neurali e chi ne resta escluso, con impatti su autonomia, cittadinanza digitale e capacità decisionale.

Il divide generazionale non riguarda la “difficoltà tecnologica”, ma: modelli cognitivi differenti, livelli di fiducia e percezione del rischio, esperienze educative e lavorative eterogenee, velocità di apprendimento e familiarità con l’astrazione digitale. Questo produce un Generational AI Gap che rischia di amplificare disuguaglianze già esistenti. L’AI Divide ed in particolare l’ANnet Divide può generare nuove forme di esclusione dal mercato del lavoro, ridurre la partecipazione civica e aumentare la vulnerabilità sociale.

Gli effetti principali includono: marginalizzazione delle persone anziane nei processi decisionali, riduzione dell’accesso a servizi digitalizzati, aumento della dipendenza da intermediari tecnologici, perdita di autonomia e agency. Per affrontare l’ANnet Divide è necessaria una strategia multilivello: AI Literacy per tutte le età, infrastrutture sociali di accompagnamento, governance partecipata, criteri di equità generazionale nelle politiche di innovazione. E’ il tempo degli ‘Agerunners’.

Gli Agerunners sono figure chiave per ridurre il divide: persone di tutte le età attive ‘cyber-multigenerazionalmente’, formate, capaci di fare da ponte tra generazioni, tecnologie e comunità. La loro funzione è: tradurre la complessità tecnologica, generare fiducia, promuovere un uso etico e umano delle reti neurali artificiali, guidare processi di innovazione sociale L’AI Divide non è un destino, ma una sfida. Superarlo significa costruire una società multigenerazionale, capace di integrare esperienza e innovazione, memoria e futuro.

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