giovedì, 3 Aprile, 2025
Esteri

La Corte Suprema americana sostiene i gruppi cattolici nella richiesta di esenzioni basate sulla libertà religiosa

La Corte Suprema degli Stati Uniti, sembra propendere per le richieste di alcuni gruppi affiliati alla Chiesa cattolica che contestano il rifiuto di un’esenzione da una tassa statale sui sussidi di disoccupazione. I giudici, sia conservatori che progressisti, hanno espresso perplessità sul criterio adottato dallo Stato, che potrebbe risultare discriminatorio verso le organizzazioni religiose, entrando in conflitto con il Primo Emendamento. Il Wisconsin concede esenzioni a chiese e organizzazioni non profit, ma ha negato tale trattamento ai gruppi del Catholic Charities Bureau della diocesi di Superior, sostenendo che non abbiano uno scopo sufficientemente religioso. Questi gruppi, che offrono assistenza a persone con disabilità dello sviluppo e collaborano con individui di ogni fede, affermano che il loro diritto al libero esercizio religioso sia stato violato. Durante le udienze, è emerso che il criterio adottato dal Wisconsin potrebbe interferire eccessivamente con la valutazione delle pratiche religiose, favorendo alcune dottrine rispetto ad altre. Ad esempio, lo Stato concede l’esenzione a organizzazioni che praticano il proselitismo, penalizzando invece religioni come il cattolicesimo, che spesso non adottano tale pratica. Il giudice Gorsuch ha evidenziato l’incoerenza di un sistema che obbliga lo Stato a valutare attività religiose, come la gestione di mense per i poveri. Con una maggioranza conservatrice di 6 a 3, la Corte Suprema ha rafforzato le protezioni per il libero esercizio religioso in casi analoghi. Il Wisconsin ha argomentato che i gruppi di beneficenza non siano “principalmente religiosi” poiché svolgono attività prevalentemente laiche senza promuovere direttamente la fede cattolica. Tuttavia, programmi statali similari e il Federal Unemployment Tax Act prevedono esenzioni religiose.

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