A soli 18 anni, la stella del Barcellona e della nazionale spagnola Lamine Yamal entra nella squadra degli ambasciatori dell’UNICEF. Il giovane attaccante è stato nominato Goodwill Ambassador in occasione della Giornata internazionale del gioco, con l’obiettivo di promuovere il diritto di ogni bambino a giocare e sostenere i minori che vivono in contesti segnati da guerre, povertà e calamità naturali. “Crescendo avevo una famiglia, un pallone, un parco e un sogno. Giocare a calcio mi ha dato appartenenza e speranza”, ha dichiarato Yamal, sottolineando come milioni di bambini nel mondo non dispongano di spazi sicuri dove trascorrere l’infanzia, sviluppare capacità relazionali e immaginare il proprio futuro.
La scelta dell’UNICEF punta anche sulla capacità comunicativa del calciatore spagnolo, che può contare su oltre 87 milioni di follower a livello globale e che negli ultimi anni ha già sostenuto diverse iniziative a favore dei diritti dell’infanzia. Tra queste, una lettera dedicata al fratello minore in occasione della Giornata mondiale dell’infanzia e la decisione di affidare temporaneamente i propri profili social a una bambina della Guinea Equatoriale per raccontare la vita quotidiana dei minori nel Paese d’origine della madre.
Al servizio dei bambini
“Dal campo da gioco al palcoscenico mondiale, Lamine mette la sua passione e la sua voce al servizio dei bambini”, ha affermato la Direttrice generale dell’UNICEF, Catherine Russell, definendo il suo impegno un richiamo all’importanza del diritto al gioco e a un’infanzia sicura. La nomina arriva insieme alla pubblicazione di un nuovo rapporto dell’UNICEF che fotografa una situazione preoccupante. Secondo l’organizzazione, oltre 90 milioni di bambini sotto i cinque anni, pari a uno su sette nel mondo, non hanno alcun oggetto con cui giocare, mentre circa 80 milioni di bambini tra i due e i quattro anni non giocano con un genitore o con chi si prende cura di loro.
L’analisi, realizzata su dati raccolti in quasi cento Paesi negli ultimi quindici anni, evidenzia come le maggiori difficoltà si concentrino nell’Africa subsahariana e nell’Asia meridionale, dove si registra la quota più elevata di bambini privi di giocattoli e occasioni di gioco condiviso. Le disparità colpiscono soprattutto le famiglie più povere, le aree rurali e i nuclei in cui le madri hanno bassi livelli di istruzione.
Elemento fondamentale
Secondo l’UNICEF il gioco rappresenta un elemento fondamentale per lo sviluppo cognitivo, sociale ed emotivo dei bambini. Ma conflitti, povertà e mancanza di servizi continuano a privare milioni di minori di questa opportunità, con conseguenze che possono riflettersi anche nell’età adulta. Per questo l’organizzazione invita governi e istituzioni a investire nei servizi per l’infanzia, nell’accesso alla scuola dell’infanzia e nella creazione di aree gioco sicure e inclusive. Un impegno che da oggi potrà contare anche sulla voce di uno dei giovani talenti più seguiti del calcio mondiale.





