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Iran risponde agli attacchi Usa: chiuso lo Stretto di Hormuz, Trump minaccia “colpi durissimi”

giovedì, 11 Giugno 2026
2 minuti di lettura

Dopo una notte di attacchi incrociati tra Stati Uniti e Iran, Teheran ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz “fino a nuovo ordine. Donald Trump ha rivendicato l’azione militare e ha annunciato una nuova offensiva. “Gli Stati Uniti colpiranno l’Iran molto duramente stasera”, ha scritto su Truth Social, sostenendo che Marina, Aeronautica, radar, difesa aerea e gran parte delle capacità offensive iraniane sarebbero ormai “sparite”.

Il Presidente americano ha anche minacciato di prendere il controllo dell’isola di Kharg e di altre infrastrutture petrolifere iraniane, parlando di un possibile “controllo totale” dei mercati del petrolio e del gas di Teheran. Secondo le informazioni diffuse dagli Stati Uniti, nelle ultime ore sono state colpite strutture dei Pasdaran e l’area intorno all’aeroporto di Bandar Abbas, vicino allo Stretto di Hormuz. Attacchi avrebbero interessato anche Kish, Sirik e Minab. Nelle prime ore della mattina esplosioni sono state avvertite in diverse zone dell’Iran, anche nei pressi di Teheran.

In risposta, le Guardie rivoluzionarie hanno dichiarato chiuso lo Stretto a tutte le navi, comprese petroliere e unità commerciali. Il comandante delle forze aerospaziali dei Pasdaran, Majid Mousavi, ha avvertito che l’Iran diventerà “un vero inferno” per gli Stati Uniti. Teheran ha rivendicato attacchi che avrebbero coinvolto Kuwait, Bahrein e Giordania. Secondo Al Jazeera, in Giordania sarebbe stata colpita la base aerea di Al Azraq.

Il ministero degli Esteri iraniano ha condannato gli ultimi raid americani, definendoli una violazione del diritto internazionale e sostenendo che hanno reso “praticamente privo di significato” il cessate il fuoco in vigore da quasi due mesi. Il ministro Seyyed Abbas Araghchi, in una telefonata con l’Alto rappresentante Ue Kaja Kallas, ha accusato l’Unione europea di “silenzio” davanti all’aggressione americana e ha avvertito che l’inerzia internazionale aumenterà l’insicurezza regionale e globale.

Tensione nel Golfo dell’Oman

Sul mare resta alta anche la tensione intorno alle petroliere. Il Centcom ha dichiarato di aver colpito la M/T Jalveer, battente bandiera della Guinea Bissau, accusata di trasportare petrolio dall’Iran attraverso il Golfo dell’Oman violando il blocco. Secondo fonti indiane citate dalla stampa di Delhi, tre navi mercantili con equipaggio indiano sarebbero state attaccate dalle forze americane negli ultimi quattro giorni, con la morte di tre cittadini indiani. L’ambasciata indiana a Muscat ha fatto sapere di seguire l’evacuazione dell’equipaggio verso il porto di Shinas.

Pressing diplomatico

L’escalation ha riattivato il pressing diplomatico. Cina, Russia, Turchia e Arabia Saudita hanno chiesto moderazione e ritorno al negoziato. Pechino ha invitato le parti a cessare “immediatamente” le operazioni militari. Mosca, attraverso il portavoce Dmitry Peskov, ha avvertito che la crisi può produrre nuove conseguenze negative per la regione e per l’economia globale. Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha chiesto a Washington e Teheran di tornare al tavolo per finalizzare un accordo. Anche il Pakistan, coinvolto negli sforzi di mediazione, ha parlato di situazione “profondamente preoccupante”, ma ha ribadito di non aver perso la speranza in una soluzione negoziata.

Secondo Reuters, Stati Uniti e Iran continuano a scambiarsi messaggi su un possibile memorandum d’intesa. Tra i nodi ancora aperti ci sarebbe lo sblocco di fondi petroliferi iraniani congelati all’estero. Teheran vorrebbe il rientro diretto di una somma tra 6 e 12 miliardi di dollari, mentre Washington punterebbe a un rilascio graduale destinato all’acquisto di beni umanitari.

La posizione italiana

In Italia, Giorgia Meloni ha portato il dossier in Aula alla Camera, nelle comunicazioni in vista del Consiglio europeo. “Non soltanto per quanto avviene in Libano, ma anche per la situazione a Gaza e in Cisgiordania, è chiaro che il Consiglio europeo dovrà riflettere sulla direzione delle relazioni tra l’Unione europea e Israele”, ha detto la Presidente del Consiglio. Meloni ha chiesto un confronto “capace di andare oltre l’enfasi della polemica facile”, sottolineando l’importanza strategica del tema per l’Italia.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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