lunedì, 27 Settembre, 2021
Salute

Covid: i Nas sequestrano 121 mila farmaci di origine straniera, principalmente cinesi

Nell’ambito di una ampia strategia concertata con il Ministero della Salute, hanno sequestrato 121 mila medicinali di origine straniera, principalmente cinesi, privi di autorizzazione e di valutazione sulla validita’ terapeutica e sull’assenza di effetti collaterali.
Gli accertamenti dei NAS, che avevano portato ad una prima fase di interventi con l’individuazione di 107 mila prodotti illegali presso associazioni culturali, supermarket etnici e aree doganali di transito merci e passeggeri tra Roma, Milano e Firenze, hanno continuato a monitorare la possibile sussistenza di altri canali di distribuzione sommersi.

Cosi’, nell’ultima settimana, nuovi sequestri sono stati operati dai NAS di Milano, Roma, Napoli, Torino, Firenze e Parma, intercettando ulteriori situazioni illecite relative alla cessione “sottobanco” di medicinali presso erboristerie etniche, esercizi di vicinato e pure un negozio di strumenti musicali di Roma, ospitante un’associazione culturale. Nell’ambito di 9 ispezioni e’ stata riscontrata la detenzione di ulteriori 14.300 prodotti farmaceutici, contenuti in confezioni, fiale, blister e bustine, privi di autorizzazione all’immissione nel mercato europeo e oggetto di importazione clandestina, dei quali 13 mila con indicazioni per la cura o la prevenzione del COVID, quali Lianhua Qingwen Jiaonang, Zhongyao Peifang Keli e Ganmao Qingre Keli.

Ad oggi, le operazioni condotte dai NAS sull’intero territorio nazionale hanno consentito di interrompere numerose reti commerciali sommerse sia di farmaci, destinati a comunita’ straniere presenti in Italia, sia di dispostivi medici per una piu’ ampia platea di utenti, deferendo all’Autorita’ giudiziaria complessivamente 19 persone.
Nel medesimo contesto operativo, i NAS di Milano, Torino e Parma hanno inoltre sequestrato 15.100 aghi da siringa, 245 pulsimetri e ossimetri, 170 termometri laser e 350 mascherine di protezione facciale dichiarate con elevato livello di protezione (FFP2/3), tutti risultati privi di certificazione CE e di adeguate informazioni di sicurezza in lingua italiana.
Complessivamente i prodotti oggetto di sequestro avrebbero fruttato profitti indebiti stimati in oltre 250 mila euro.

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