A meno di due settimane dal debutto operativo del nuovo laser ad alta energia dell’esercito, le incursioni di droni lungo il confine meridionale degli Stati Uniti sono diminuite di circa il 75%, secondo quanto riferito a CBS News da funzionari militari.
Il sistema in azione
Il sistema, testato per mesi e impiegato per la prima volta il 25 e 26 agosto, ha abbattuto tre droni sospetti e inaugurato una nuova fase nella difesa del Rio Grande Valley. Il laser è stato integrato in un modello operativo già esistente, che include strumenti di jamming per respingere i droni. Ma, a differenza delle tecniche tradizionali, il laser consente di neutralizzare fisicamente un dispositivo ritenuto una minaccia. Dall’inizio dell’anno, le forze armate hanno fermato 300 droni collegati ai cartelli, undici dei quali distrutti dal laser in soli dieci giorni.
Il colonnello Robert Felicio, comandante della 130th Maneuver Enhancement Brigade, ha definito il laser un “game changer”: “Se un drone torna sempre indietro, il problema resta. Con il laser, quel drone non può più essere usato contro di noi.” Il generale dell’Aeronautica Gregory Guillot, capo del Northern Command, ha riferito al Congresso che al confine si registrano circa 1.000 incursioni al mese. Felicio ha confermato un cambiamento “significativo” dell’attività dopo l’introduzione del laser, pur riconoscendo che altri fattori — come rotte alternative dei cartelli — possono aver contribuito.
Efficacia e costi
Durante un test osservato da CBS News, i soldati hanno utilizzato un controller Xbox per tracciare un quadricottero e colpirlo con un fascio invisibile di calore. Il drone è caduto con una pala danneggiata e la batteria distrutta. Il sistema, una variante del LOCUST prodotto da AeroVironment, è già schierato in più punti del confine. L’esercito ha appena assegnato un contratto da 465 milioni di dollari per l’espansione dei laser ad alta energia.
Il laser non è una soluzione totale: pioggia, umidità e vapori possono ridurne l’efficacia. Ma il suo costo operativo è estremamente basso: circa 3 dollari a colpo, contro gli intercettori tradizionali che possono costare milioni. L’uso del laser richiede però un coordinamento stretto con la FAA, che in passato ha espresso preoccupazioni per la sicurezza dei voli civili.





