Il sindaco di New York, Zohran Mamdani, è di nuovo al centro delle polemiche dopo che un suo post del 2023 sull’11 settembre è riemerso online. Nel messaggio, pubblicato su X, Mamdani ricordava le vittime degli attentati e quelle delle guerre successive: “Quasi 3.000 newyorkesi morirono l’11 settembre; 22 anni dopo, la morte non si è fermata. Piangiamo i nostri vicini morti quel giorno, le centinaia di migliaia uccise nelle guerre che seguirono, i milioni di feriti e sfollati. In loro memoria, lavoriamo per un mondo migliore.” Il tono del post, che non menzionava gli autori degli attacchi, ha riacceso le critiche di chi lo accusa di relativizzare la tragedia e di usare l’anniversario per parlare dei conflitti successivi. Alcuni familiari delle vittime hanno chiesto che Mamdani non partecipi alla commemorazione ufficiale di quest’anno a Ground Zero.
Le tensioni si sono amplificate dopo la sua intervista al commentatore Hasan Piker, che nel 2019 aveva dichiarato “America deserved 9/11”. Mamdani inizialmente aveva evitato di condannare le parole, salvo poi definirle “riprovevoli e inaccettabili”. Tra le reazioni più dure, l’ex consigliere della Casa Bianca Marc Thiessen ha scritto: “Ero al Pentagono quando i voli colpirono. È vergognoso. Non hai alcun diritto di mettere piede a Ground Zero.”
Il deputato della Florida Randy Fine ha accusato Mamdani di essere “in combutta con terroristi musulmani”. Il sindaco di New York ha confermato che parteciperà comunque alla cerimonia, insieme al vicepresidente JD Vance e agli ex presidenti Biden e Bush, per “onorare le vittime, i sopravvissuti e i soccorritori”. Intanto, una petizione su Change.org firmata da diversi familiari delle vittime chiede agli organizzatori di valutare se la presenza del sindaco “sia coerente con lo spirito della commemorazione e con le aspettative delle famiglie più colpite dalla tragedia.” .





