L’Immigration and Customs Enforcement (ICE) ha arrestato 2.197 migranti irregolari in un’operazione durata un mese nello stato di New York, colpendo persone con precedenti per omicidio, rapina, traffico di droga, violenze sessuali e reati contro minori. L’annuncio è arrivato dal segretario alla Sicurezza interna Markwayne Mullin, che ha sottolineato come l’operazione sia stata condotta “senza alcun aiuto” da parte del sindaco Zohran Mamdani o della governatrice Kathy Hochul. Tra gli arrestati figura Bogdan Detrovich Gren, ucraino irregolare con condanne per rapimento, possesso illegale di armi, omicidio e abduction resulting in death. Fermato anche Andreas Bernal Chiquito, colombiano con precedenti per abusi sessuali su minori, e Palvinder Singh, indiano irregolare condannato per stupro in Germania.
In custodia anche Carlos Mendez‑Acosta, venezuelano con condanna per violenza sessuale. Mamdani, appena entrato in carica a gennaio, aveva firmato un ordine esecutivo che rafforzava le protezioni santuario contro quella che definiva “applicazione abusiva dell’immigrazione” da parte dell’amministrazione Trump. Successivamente ha promosso leggi che limitano ulteriormente la cooperazione tra polizia locale e ICE. Hochul, dal canto suo, ha spinto per norme che impediscono ai poliziotti statali di collaborare con le autorità federali e che vietano agli agenti ICE l’ingresso in ospedali, parchi e altri luoghi pubblici. Secondo il Dipartimento della Sicurezza interna, queste “politiche santuario radicali” avrebbero rimesso oltre 13.000 criminali stranieri sulle strade di New York.
L’ex direttore dell’ICE Tom Homan ha accusato i democratici di mettere a rischio la sicurezza pubblica. L’operazione, una delle più vaste mai condotte nello stato, riaccende il conflitto tra governo federale e amministrazioni locali su come gestire l’immigrazione irregolare e il ruolo delle città santuario.





