Il Metropolitan Museum of Art di New York ha annunciato la cancellazione della mostra “John Galliano: Horizons”, prevista per la primavera 2027 e destinata a inaugurare il celebre Met Gala. La decisione arriva dopo settimane di polemiche e proteste da parte della comunità ebraica e di altri gruppi, che avevano contestato l’idea di celebrare il designer britannico condannato in passato per dichiarazioni antisemite e razziste. “Dopo attente discussioni con John Galliano, abbiamo deciso insieme di non procedere con l’esposizione”, ha dichiarato il direttore del museo Max Hollein. Lo stilista ha aggiunto: “Resto pienamente responsabile per il dolore causato dalle mie parole e profondamente dispiaciuto per la sofferenza inflitta alle comunità ebraica e asiatica.”
Galliano, ex direttore creativo di Christian Dior, era stato licenziato nel 2011 dopo che video virali lo mostravano pronunciare frasi come “Amo Hitler” e insulti rivolti a clienti ebrei e asiatici. Condannato in Francia per antisemitismo, aveva poi intrapreso un lungo percorso di riabilitazione, tornando alla moda nel 2014 come direttore artistico di Maison Margiela. La mostra avrebbe reso Galliano il terzo designer vivente a ricevere un tributo personale dal Costume Institute. Ma la pressione pubblica è cresciuta rapidamente.
Il Met aveva tentato di anticipare le critiche, promettendo un approccio “trasparente e riflessivo” e consultando leader ebraici prima dell’annuncio. Ma la coincidenza del Met Gala con il Giorno della Memoria dell’Olocausto nel 2027 ha reso la situazione ancora più delicata. Il rabbino David Ingber, del Bronfman Center, ha sintetizzato il dilemma: “La redenzione non dà diritto a ogni onore. Studiare l’opera di Galliano è una cosa, celebrarla è un’altra.”





