L’Iran è pronto a ricambiare immediatamente se gli Stati Uniti torneranno a rispettare gli impegni previsti dal memorandum d’intesa siglato a giugno. Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian durante il vertice dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai a Bishkek, in Kirghizistan, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Isna.
“Ovviamente”, ha affermato Pezeshkian, “la violazione degli obblighi degli Stati Uniti ha suscitato una risposta proporzionata da parte dell’Iran, ma se gli Stati Uniti torneranno a rispettare i propri obblighi previsti dal memorandum d’intesa, l’Iran ricambierà immediatamente”. Il presidente iraniano ha quindi rivendicato la posizione di Teheran sul rispetto degli accordi internazionali: “A differenza degli Stati Uniti, il mio Paese vanta una storia impeccabile nel rispetto dei propri obblighi e trattati internazionali e ha sempre agito in conformità con i principi che regolano il diritto internazionale”.
Washington valuta attacchi limitati
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump starebbe valutando la possibilità di autorizzare attacchi limitati contro l’Iran per impedire a Teheran di ripristinare le proprie capacità radar e missilistiche, utilizzabili anche per minacciare le navi in transito nella regione. L’Unione europea, intanto, si dice pronta a nuove misure contro Teheran “a tutela della nostra sicurezza”. In una nota, Bruxelles ribadisce che “ritiene siano necessari continui sforzi diplomatici per raggiungere una soluzione pacifica, ripristinare la stabilità regionale e garantire la piena libertà di navigazione e il transito sicuro attraverso Hormuz”.
Islamabad: memorandum via più praticabile
Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha definito il quadro di pace tra Stati Uniti e Iran, mediato anche con l’aiuto di Islamabad, la prospettiva più concreta per una soluzione regionale duratura. Parlando al vertice Sco di Bishkek, secondo quanto riferito da Iran International, Sharif ha sottolineato che i continui sforzi diplomatici hanno portato al Memorandum d’intesa di Islamabad, definendolo un passo cruciale verso la de-escalation e il ripristino della pace. “Crediamo fermamente”, ha dichiarato il premier pakistano, “che il Memorandum d’intesa di Islamabad offra la via più praticabile e duratura per una pace duratura”
Si dimette il segretario dell’Esercito Usa Dan Driscoll
Sul fronte statunitense, il segretario dell’Esercito Dan Driscoll ha presentato le proprie dimissioni al presidente Donald Trump e lascerà il suo incarico al Pentagono nei prossimi giorni. Un funzionario dell’Esercito ha riferito alla Cnn che Driscoll “ha parlato con il presidente della situazione attuale dell’esercito e ha presentato le sue dimissioni”.
Le dimissioni arrivano dopo mesi di tensioni con il segretario alla Difesa Pete Hegseth. La portavoce della Casa Bianca Anna Kelly ha definito Driscoll “estremamente efficace nel promuovere l’agenda del presidente Trump per ‘Rendere l’America di nuovo forte”. Secondo il New York Times, una parte delle tensioni tra Hegseth e Driscoll sarebbe legata alla decisione del segretario alla Difesa di rimuovere quattro ufficiali, due uomini e due donne di colore, da una lista di promozioni, dopo che Driscoll si sarebbe rifiutato di procedere in tal senso. Il Washington Post aveva inoltre riferito che Hegseth temeva di essere licenziato da Trump e sostituito proprio da Driscoll.
Hormuz, colpita una petroliera
Nuova tensione anche nello Stretto di Hormuz. Tre “proiettili non identificati” hanno colpito una petroliera in uscita dallo stretto, secondo quanto dichiarato dall’agenzia marittima britannica UKMTO. L’incidente è avvenuto a circa 31 chilometri a est di Khasab, in Oman. Non sono state segnalate vittime né conseguenze ambientali. In precedenza, l’agenzia iraniana Tasnim aveva riferito che “una petroliera saudita di nome ‘Cedar’ è stata fermata mentre attraversava il corridoio meridionale dello stretto”.
Israele bombarda il sud del Libano
Israele ha effettuato un massiccio bombardamento sulla città di Zawtar al-Sharqiyah e attacchi di artiglieria contro Kafr Rumman, entrambe nel governatorato di Nabatieh, nel sud del Libano. Lo riferisce l’agenzia nazionale libanese Nna, secondo cui “il nemico sta utilizzando proiettili al fosforo, il cui utilizzo è vietato a livello internazionale”. L’agenzia riferisce inoltre che Israele ha lanciato razzi illuminanti nei cieli della città di confine di Al-Dhahira.
Petrolio, prezzi in rialzo
La ripresa delle ostilità tra Stati Uniti e Iran ha spinto nuovamente verso l’alto i prezzi globali del greggio. Si tratta della prima significativa azione militare tra i due Paesi nell’arco di un mese e ha riacceso i timori per la sicurezza degli approvvigionamenti energetici. Secondo l’American Automobile Association (Aaa), lo shock sull’offerta energetica globale ha contribuito a mantenere, per la prima volta, il prezzo medio della benzina negli Stati Uniti sopra i 4 dollari al gallone per l’intero mese di agosto. A fine febbraio, prima dell’inizio del conflitto, il prezzo medio alla pompa negli Stati Uniti era di 2,98 dollari al gallone.






Trump la sua grande inaffidabilita’ e i costanti fallimenti.